Il 21 luglio 2026 il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) ha aggiornato lo Skills Forecast, lo strumento che proietta l’andamento dell’occupazione europea fino al 2035 per Paese, settore e professione. L’edizione 2026 introduce due elementi nuovi: l’analisi della domanda di sostituzione e la distinzione, all’interno delle qualifiche di livello intermedio, fra percorsi professionali e percorsi generali. Le proiezioni si collocano in un quadro demografico che Eurostat descrive come strutturalmente in contrazione.
Lo strumento e l’aggiornamento del 2026
Lo Skills Forecast fornisce proiezioni quantitative delle tendenze occupazionali costruite su modellizzazione macroeconomica e dati internazionali armonizzati. La copertura geografica comprende i ventisette Stati membri dell’Unione europea, oltre a Islanda, Norvegia, Repubblica di Macedonia del Nord, Svizzera e Türkiye, e consente confronti fra Paesi su base omogenea. Lo strumento fa parte della suite Skills Intelligence del Cedefop, che include anche Skills-OVATE, dedicato alle offerte di lavoro pubblicate online, e lo strumento STAS per l’anticipazione di breve periodo delle tendenze delle competenze e della domanda di istruzione e formazione professionale.
Le due novità del rilascio 2026 rispondono a esigenze diverse. La domanda di sostituzione misura la necessità di coprire i posti lasciati liberi da chi esce da una professione, principalmente per pensionamento: è una componente della domanda di lavoro che non dipende dalla crescita economica e che tende a essere sottostimata quando si guarda soltanto alla creazione netta di posti. La disaggregazione delle qualifiche intermedie distingue invece i percorsi professionalizzanti da quelli generali, restituendo un quadro più granulare dell’offerta di competenze. In parallelo è stato aggiornato il Cedefop Labour and Skills Shortage Index (CLSSI), che proietta le carenze a livello di singola professione.
Le proiezioni di occupazione per settore
Nel complesso, l’occupazione nei ventisette Stati membri è proiettata in crescita di oltre il 4 per cento fra il 2023 e il 2035. La dinamica è però molto differenziata per settore e per Paese.
Fra le professioni in espansione, i professionisti e i tecnici delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) registrano una crescita annua proiettata del 2,5 per cento nella media dell’Unione, con valori che vanno dall’1,3 per cento in Italia e Germania al 7,8 per cento in Romania. La generazione di elettricità figura tra i settori con i tassi di crescita annua più elevati, intorno al 2 per cento, con punte al di sopra del 4 per cento in alcuni Paesi (Malta, Paesi Bassi, Romania e Lussemburgo). Ricerca e sviluppo, servizi informatici e attività di architettura e ingegneria sono tra i comparti a crescita più rapida, con incrementi annui superiori al 7 per cento in Romania e superiori al 3 per cento in Estonia e Danimarca. L’invecchiamento della popolazione alimenta inoltre la domanda nelle attività sanitarie e nelle professioni collegate, incluse quelle di assistenza alla persona, con una crescita occupazionale proiettata di quasi l’1 per cento all’anno.
Sul versante opposto, il carbone registra il calo occupazionale annuo più ripido tra tutti i settori considerati, pari al 10,7 per cento, seguito dai combustibili manufatti con una contrazione del 4,4 per cento all’anno.
Composizione per età della forza lavoro e carenze di competenze
Le proiezioni Cedefop indicano una ricomposizione per età della forza lavoro europea. La forza lavoro di sessantacinque anni e più è proiettata in crescita a un tasso annuo superiore al 7 per cento, con variazioni ampie fra gli Stati membri: dal 2 per cento circa in Belgio, Estonia, Ungheria e Lettonia a oltre il 10 per cento in Romania, Grecia, Slovenia, Francia e Croazia. La coorte fra i trenta e i cinquantaquattro anni è invece attesa in contrazione dello 0,2 per cento all’anno. La partecipazione femminile al mercato del lavoro è proiettata in crescita a un ritmo leggermente superiore a quella maschile, con un ulteriore restringimento del divario di genere.
I dati del CLSSI segnalano pressioni crescenti nelle professioni ad alta qualificazione, cioè dirigenti, professionisti intellettuali e scientifici e professioni tecniche. Le carenze proiettate non hanno un’origine unica: derivano dalla crescita della domanda, dall’entità della domanda di sostituzione e dal disallineamento fra le qualifiche disponibili e quelle richieste.
Il quadro demografico di riferimento
Le proiezioni sulle competenze si leggono accanto alle proiezioni demografiche pubblicate da Eurostat il 16 aprile 2026. Nel 2025 la popolazione dell’Unione europea era stimata in 451,8 milioni di persone; è attesa crescere ancora per alcuni anni, con un picco di 453,3 milioni nel 2029, per poi diminuire gradualmente fino a 398,8 milioni nel 2100. Nell’arco fra il 2025 e il 2100 la riduzione complessiva è dell’11,7 per cento, pari a 53,0 milioni di persone.
Cambia anche la struttura per età. La quota di popolazione in età lavorativa, convenzionalmente fra i venti e i sessantaquattro anni, è proiettata in calo dal 58 per cento del 2025 al 50 per cento nel 2100. La quota di bambini e giovani fino a diciannove anni scende dal 20 al 17 per cento, mentre la fascia fra sessantacinque e settantanove anni passa dal 16 al 17 per cento e quella di ottanta anni e più cresce di dieci punti percentuali, dal 6 al 16 per cento. Eurostat precisa che le proiezioni non sono previsioni: sono scenari costruiti su ipotesi di convergenza parziale dei tassi di fecondità, mortalità e migrazione netta, e vanno interpretate come uno fra i possibili andamenti demografici.
Prospettive
I dati dello Skills Forecast sono destinati ad alimentare i quadri di intervento europei sulle competenze: la Union of Skills, la futura strategia dell’Unione per l’istruzione e la formazione professionale, il Decennio Digitale, l’AI Continent Action Plan e la Bussola per la competitività. Per gli erogatori di istruzione e formazione professionale e per le parti sociali, i dati del CLSSI offrono un segnale anticipato utile allo sviluppo dei curricoli, alla pianificazione della capacità formativa e al dialogo sociale su riqualificazione e apprendistato. Le proiezioni nazionali permettono ai decisori di confrontare i propri andamenti con la media dei ventisette e di orientare gli investimenti dove carenze e pressioni demografiche sono più acute.
Restano da definire i passaggi operativi: la calibrazione dell’offerta formativa nazionale sulle professioni segnalate in carenza, le misure su riconoscimento delle qualifiche e finanziamento della formazione degli adulti, e il modo in cui la domanda di sostituzione verrà incorporata nella programmazione nazionale, che finora ha guardato prevalentemente alla creazione netta di posti di lavoro. Il contenuto della strategia dell’Unione per l’istruzione e la formazione professionale non è ancora stato adottato.
In dialogo con l’Agenda 2030
- Obiettivo 4 (Istruzione di qualità). Le proiezioni indicano dove l’offerta di istruzione e formazione professionale va calibrata rispetto alle carenze attese fino al 2035.
- Obiettivo 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica). Domanda di sostituzione e carenze nelle professioni ad alta qualificazione incidono sulla tenuta dell’occupazione nei mercati del lavoro europei.
- Obiettivo 10 (Ridurre le disuguaglianze). I divari fra Stati membri nei tassi di crescita proiettati e l’andamento della partecipazione femminile misurano distanze interne all’Unione.
- Obiettivo 13 (Lotta contro il cambiamento climatico). Il calo dell’occupazione nel carbone e la crescita nella generazione di elettricità riflettono la transizione energetica in corso.
Fonti
- Cedefop, Cedefop updates Skills Forecast (21 luglio 2026)
- Cedefop, Skills Forecast (strumento online)
- Cedefop, Labour and Skills Shortage Index
- Cedefop, Skills forecast (progetto)
- Eurostat, EU’s population projected to drop by 11,7% by 2100 (16 aprile 2026)
- Eurostat, Population projections (sezione tematica)








