L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha dedicato alla trasformazione digitale la seconda edizione del proprio Forum sulla parita’ di genere. Il documento preparatorio raccoglie i dati su come l’intelligenza artificiale viene usata nei servizi pubblici e su quali divari restano aperti.
Il Forum e il documento di riferimento
Il Forum OCSE sulla parita’ di genere si e’ svolto l’8 e il 9 luglio 2026 presso il Centro conferenze dell’OCSE a Parigi, con il tema «Harnessing the Digital Transformation for All». Si tratta della seconda edizione, dopo quella inaugurale del 2024, e ha riunito responsabili di politiche pubbliche, esperti e operatori attorno al rapporto fra digitale e parita’ di genere.
Il documento preparatorio, il Key Issues Paper pubblicato dall’OCSE nel 2026, si articola in sette capitoli: intelligenza artificiale e servizi pubblici; tecnologie digitali, dati ed economia della cura; competenze e leadership; imprenditorialita’ femminile; violenza di genere online contro le donne con ruoli pubblici; sicurezza dei minori nell’ambiente digitale in una prospettiva di genere; norme e modelli di mascolinita’ restrittiva negli spazi online. Questa scheda si concentra sul primo capitolo.
L’uso dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici
Secondo il rapporto OCSE Governing with Artificial Intelligence, pubblicato nel giugno 2025 sulla base di duecento casi d’uso in undici funzioni di governo, il 67% dei Paesi OCSE utilizza l’intelligenza artificiale per migliorare la progettazione e l’erogazione dei servizi pubblici. Gli ambiti citati come a impatto elevato sono la sanita’, la giustizia, la protezione sociale e i servizi per il lavoro; nei servizi pubblici per l’impiego dei Paesi OCSE, circa la metà impiega strumenti basati sull’intelligenza artificiale per l’incontro fra domanda e offerta e per orientare la ricerca di lavoro.
Il documento del Forum osserva che questi strumenti possono ridurre alcune barriere che riguardano in modo particolare le donne: responsabilita’ di cura, isolamento geografico, lavoro informale, accesso limitato a servizi legali e finanziari. Fra gli esempi indicati, l’iscrizione automatica alle prestazioni e l’uso di analisi predittive, oltre all’assistenza automatizzata alle imprese guidate da donne negli appalti pubblici.
I divari rilevati dai dati
Il quadro statistico riportato nel documento mostra differenze sia nella relazione con i servizi sia nell’accesso alle competenze. L’indagine OCSE Risks that Matter del 2022 rileva che soltanto il 19% delle donne ritiene che la domanda di prestazioni pubbliche sia semplice e rapida, contro il 25% degli uomini, e che il 50% delle donne segnala difficolta’ di accesso alle prestazioni, contro il 43% degli uomini.
Sul versante degli strumenti, il 29% delle donne intervistate dichiara di usare strumenti di intelligenza artificiale al lavoro, contro il 41% degli uomini, e fra i giovani fra i 16 e i 24 anni la quota di chi dichiara di saper programmare e’ piu’ che doppia fra gli uomini rispetto alle donne. Il rapporto OCSE Gender Equality in a Changing World (2025) aggiunge che nel 2023 le donne rappresentavano fra l’11% e il 24% degli specialisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei Paesi OCSE; che negli ultimi due decenni, in media, il 6% delle start-up digitali finanziate da capitale di rischio e’ stato fondato da sole donne e il 15% da almeno una donna; e che l’11% dei contributi scientifici sull’intelligenza artificiale ha soltanto autrici. Il documento segnala inoltre che le donne sono sovrarappresentate nelle mansioni impiegatizie e amministrative piu’ esposte all’automazione.
I rischi indicati per la progettazione dei sistemi
Il capitolo elenca tre ordini di rischio. Il primo riguarda i dati: molti sistemi si basano su archivi amministrativi che riflettono disuguaglianze preesistenti nell’accesso ai servizi, nell’occupazione o nel reddito, con effetti possibili sull’accesso alle prestazioni sociali, sulla definizione delle priorita’ sanitarie, sulla valutazione del merito di credito e sull’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Il secondo riguarda l’accesso: i vantaggi dei servizi automatizzati non raggiungono chi non ha connessione o competenze digitali. Il terzo riguarda la composizione dei gruppi che progettano i sistemi, dove la presenza femminile ridotta rende meno probabile che alcune esigenze siano rappresentate.
Il documento rileva anche vincoli di capacita’ nelle amministrazioni: competenze tecniche limitate, assetti di governance frammentati e scarsa integrazione della dimensione di genere nelle strategie digitali, con la conseguente difficolta’ di individuare esiti discriminatori, garantire rimedi e attribuire responsabilita’ quando si produce un danno.
Le indicazioni di governance e il quadro europeo
Le raccomandazioni rivolte ai governi sono cinque: inserire obiettivi di parita’ nelle strategie sull’intelligenza artificiale e nei modelli di progettazione dei servizi; rafforzare la governance dei dati disaggregati per genere nel rispetto delle norme su riservatezza e protezione dei dati; fissare requisiti di trasparenza, spiegabilita’ e tracciabilita’ per gli strumenti usati dalle amministrazioni; investire in competenze tecniche accanto a competenze di analisi di genere, etica e governance pubblica; prevedere meccanismi partecipativi che coinvolgano utenti e organizzazioni della societa’ civile. Il riferimento normativo internazionale citato e’ la Raccomandazione del Consiglio dell’OCSE sull’intelligenza artificiale (OECD/LEGAL/0449). Fra le pratiche nazionali richiamate, il Canada ha adottato uno strumento obbligatorio di valutazione d’impatto algoritmico per i sistemi decisionali automatizzati.
Nell’Unione europea la stessa area e’ coperta dal regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale, il cui allegato III classifica come ad alto rischio i sistemi destinati a determinare l’accesso a servizi pubblici essenziali e a prestazioni di assistenza pubblica; l’articolo 27 impone una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali agli utilizzatori che sono organismi di diritto pubblico o soggetti privati che forniscono servizi pubblici. Il calendario di applicazione del regolamento e’ oggetto della proposta di Digital Omnibus, il cui iter non e’ concluso.
Prospettive
I documenti del Forum, il Key Issues Paper e la sintesi dei co-presidenti, restano il riferimento per i lavori dell’OCSE su genere e digitale; il questionario di valutazione dell’edizione 2026 e’ aperto fino al 10 settembre 2026. Resta da definire in quali strategie nazionali le indicazioni si tradurranno e con quali indicatori sara’ misurato l’effetto, dato che il documento non fissa obiettivi quantitativi ne’ scadenze. Sul versante europeo, l’applicazione delle regole sui sistemi ad alto rischio dell’allegato III dipende dall’esito dell’iter legislativo in corso.
In dialogo con l’Agenda 2030
- Obiettivo 5 (Parita’ di genere). E’ l’asse del documento: accesso a competenze, servizi e ruoli decisionali nella trasformazione digitale.
- Obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide). Trasparenza, responsabilita’ e rimedi negli strumenti automatizzati usati dalle amministrazioni.
- Obiettivo 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture). Composizione dei gruppi che sviluppano i sistemi e accesso al capitale di rischio.
- Obiettivo 10 (Ridurre le disuguaglianze). I benefici dei servizi automatizzati non raggiungono chi non ha connessione o competenze.
- Obiettivo 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica). Esposizione all’automazione delle mansioni impiegatizie e politiche di riqualificazione.
Fonti
- Il Forum OCSE sulla parita’ di genere (OCSE)
- OECD Forum on Gender Equality: Harnessing the Digital Transformation for All, 8-9 luglio 2026
- OECD (2025), Governing with Artificial Intelligence
- AI in public service design and delivery (OCSE, 2025)
- OECD (2025), Gender Equality in a Changing World: genere, transizione verde e trasformazione digitale
- Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale




