Il dibattito sull’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale a scuola trae utilità dal confronto con esperienze nazionali già strutturate. L’Irlanda offre un caso significativo: una strategia digitale pluriennale per le scuole, sostenuta da 200 milioni di euro di finanziamenti in conto capitale, un piano di attuazione con azioni misurabili e, da ultimo, linee guida dedicate all’uso dell’IA. Ne ripercorriamo l’impianto, con lo sguardo a ciò che se ne può trarre.
La Digital Strategy for Schools 2021-2027 e i suoi tre pilastri
La strategia digitale irlandese per le scuole (Department of Education) si articola in tre pilastri: il sostegno all’integrazione delle tecnologie digitali nell’insegnamento, nell’apprendimento e nella valutazione; l’infrastruttura tecnologica; e uno sguardo al futuro dedicato a politiche, ricerca e leadership digitale. L’impianto è stato costruito su un’ampia consultazione, che ha coinvolto anche gli studenti.
Il piano di attuazione e il modello a cluster del programma SEF
Alla strategia si accompagna un piano di attuazione che declina i pilastri in azioni. Sul piano sperimentale, il programma Schools Excellence Fund, Digital & STEM (2018-2022) ha adottato un modello a «cluster», con scuole che collaborano su progetti comuni; la valutazione finale, pubblicata nel settembre 2025 (H2 Learning, per il Department of Education and Youth), ne ha misurato risultati e criticità, con raccomandazioni per i progetti futuri.
L’IA nella scuola: la Guidance del Department of Education and Youth e di Oide
Nell’ottobre 2025 è arrivata una prima versione della Guidance on Artificial Intelligence in Schools, pubblicata dal Department of Education and Youth insieme a Oide Technology in Education. Il documento non impone regole di dettaglio, ma promuove una comprensione condivisa dell’IA e fissa principi per un uso responsabile, sicuro ed efficace, dichiaratamente ispirati alle migliori pratiche di UNESCO e Unione europea, e rinvia a un apposito hub di risorse.
Profili critici: che cosa può leggere l’Italia nel caso irlandese
Il modello irlandese suggerisce alcune indicazioni utili anche fuori dai confini nazionali. La prima è la sequenza: prima una strategia con pilastri e un piano di attuazione, poi le linee guida settoriali sull’IA, così che l’innovazione tecnologica poggi su un’infrastruttura di policy già esistente. La seconda è il metodo, fatto di consultazione e di sperimentazione a cluster, che valorizza la collaborazione tra scuole. La terza è la scelta di linee guida orientative anziché prescrittive, coerente con il baricentro «promozionale» che l’articolo 4 dell’AI Act ha assunto dopo il Digital Omnibus, e con il più ampio quadro europeo delle competenze digitali di cui abbiamo dato conto commentando lo Stato del Decennio Digitale 2026.
Conclusioni
Il caso irlandese non è un modello da trapiantare, ma un riferimento: mostra come l’introduzione dell’IA nella scuola funzioni meglio se innestata su una strategia digitale già matura, fatta di pilastri, azioni misurabili e collaborazione tra istituti. Per l’Italia, che affronta gli stessi temi in un quadro europeo comune, è un promemoria sul valore della sequenza e del metodo.
Autore: Avv. Valentina Grazia Sapuppo




