Scenari e previsione strategica verso il 2030, illustrazione astratta palette azzurro viola ciano

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Immaginare il 2030: la previsione strategica come strumento di governo

La previsione strategica (strategic foresight) indica l’insieme dei metodi con cui le amministrazioni pubbliche esaminano in modo strutturato le possibili evoluzioni di lungo periodo. Questo contributo ne illustra la definizione, gli strumenti principali e i limiti, con riferimento alle pratiche adottate dalle istituzioni dell’Unione europea in vista del 2030 e degli anni successivi.

Che cosa si intende per previsione strategica

La Commissione europea distingue con nettezza questa disciplina dalla predizione. L’obiettivo non è indovinare che cosa accadrà, bensì esplorare in modo sistematico una pluralità di futuri possibili, con le opportunità e i rischi che ciascuno comporta, così da orientare le scelte verso un esito preferibile. Un’immagine ricorrente nel settore è il cono dei futuri, che ordina gli sviluppi immaginabili in quattro categorie: possibili, plausibili, probabili e preferibili.

Sul piano operativo la materia si avvale di alcuni strumenti consolidati. L’analisi dei megatrend osserva le grandi tendenze globali e i principali motori del cambiamento, dalla demografia alla tecnologia, dal clima agli assetti geopolitici, per valutarne l’impatto su un determinato ambito di intervento. La costruzione di scenari elabora descrizioni alternative e coerenti di come un sistema potrebbe configurarsi nel lungo periodo: non sono profezie, ma una bussola per decidere in condizioni di incertezza. La ricognizione d’orizzonte (horizon scanning) individua per tempo i segnali deboli, ossia i fenomeni emergenti che oggi appaiono marginali ma potrebbero acquisire rilievo. Combinando questi approcci, le amministrazioni sottopongono le proprie iniziative a una sorta di collaudo, verificandone la tenuta rispetto a più configurazioni immaginabili.

L’impiego nelle istituzioni dell’Unione europea

La Commissione europea si descrive come una delle amministrazioni pubbliche più attive al mondo nell’uso di questi metodi. Dal 2020 pubblica con cadenza annuale una Relazione di previsione strategica (Strategic Foresight Report), che alimenta la programmazione pluriennale e i programmi di lavoro. Il primo documento, del 2020, introduceva la resilienza come criterio guida delle politiche; le edizioni seguenti hanno trattato la capacità d’azione dell’Unione (2021), l’intreccio fra transizione verde e digitale (2022) e il legame fra sostenibilità e benessere (2023). Nel 2024, anno delle elezioni europee, la serie non ha avuto un’uscita. L’edizione del 2025, intitolata “Resilience 2.0”, torna sul tema della resilienza in un quadro mutato, con un orizzonte esteso al 2040 e agli anni seguenti.

Il coordinamento fa capo al Segretariato generale e al Centro comune di ricerca (Joint Research Centre, JRC), che fornisce metodi e strumenti. Sul piano interistituzionale opera il Sistema europeo di analisi strategica e politica (European Strategy and Policy Analysis System, ESPAS), che riunisce Parlamento europeo, Consiglio, Commissione e Servizio europeo per l’azione esterna. Ogni cinque anni l’ESPAS pubblica un rapporto sulle tendenze globali: l’ultimo, “Global Trends to 2040: Choosing Europe’s Future”, è stato presentato il 15 aprile 2024.

Dalle proiezioni agli obiettivi misurabili: il decennio digitale 2030

Un esempio di come l’analisi di lungo periodo si traduca in traguardi verificabili è il programma strategico per il decennio digitale 2030 (Digital Decade Policy Programme), istituito dalla Decisione (UE) 2022/2481, adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 14 dicembre 2022 ed entrata in vigore nel gennaio 2023. Il programma fissa mete quantificate in quattro ambiti: competenze digitali, infrastrutture e connettività, digitalizzazione delle imprese e servizi pubblici digitali. Tra i traguardi al 2030 figurano una quota di almeno l’80% della popolazione fra i 16 e i 74 anni con competenze digitali di base e l’impiego di almeno 20 milioni di specialisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione con una partecipazione equilibrata fra donne e uomini.

Il valore di simili traguardi risiede nella loro misurabilità. La Decisione istituisce un meccanismo di monitoraggio articolato in una relazione annuale sullo stato del decennio digitale e in tabelle di marcia nazionali. Il confronto periodico fra le mete e i dati effettivi consente di correggere la rotta: le rilevazioni intermedie hanno indicato, per esempio, che nel 2023 la quota di cittadini con competenze digitali di base si attestava al 56%, distante dalla soglia programmata.

A che cosa serve e quali limiti presenta

Questi metodi non eliminano l’incertezza né sostituiscono la decisione politica. Il loro apporto è di altra natura: allargano il ventaglio delle opzioni considerate, rendono espliciti gli assunti impliciti e mettono alla prova la solidità di una misura prima che venga adottata. Nell’Unione europea l’anticipazione è integrata nell’agenda “Legiferare meglio” e nelle valutazioni d’impatto.

I limiti sono altrettanto riconosciuti. Gli esercizi anticipatori dipendono dalla qualità dei dati e delle ipotesi di partenza e possono riflettere i punti ciechi di chi li conduce. Gli eventi a bassa probabilità e forte impatto restano difficili da cogliere. Le tabelle di marcia di lungo periodo, inoltre, misurano la distanza dagli obiettivi ma non ne garantiscono il raggiungimento. Per queste ragioni gli esiti di tali esercizi vengono presentati come strumenti di supporto alla decisione, non come responsi definitivi.

Prospettive

L’anticipazione strategica si è consolidata come componente stabile del processo decisionale europeo. La cadenza annuale delle relazioni della Commissione, i rapporti quinquennali dell’ESPAS e i traguardi quantificati del decennio digitale delineano un metodo di lavoro in cui l’analisi di lungo periodo affianca la programmazione ordinaria. La tenuta di questo impianto dipende dalla capacità di tradurre le analisi in decisioni e dalla continuità del monitoraggio nel tempo. Gli appuntamenti già fissati, dalle relazioni annuali della Commissione al prossimo rapporto ESPAS, forniranno elementi concreti per valutarne l’andamento.

In dialogo con l’Agenda 2030

  • Obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide): l’anticipazione strategica rafforza la capacità delle istituzioni di pianificare nel lungo periodo e di assumere decisioni informate e trasparenti.
  • Obiettivo 17 (Partnership per gli obiettivi): gli esercizi europei hanno natura collaborativa e coinvolgono più istituzioni, gli Stati membri, gli esperti e organismi internazionali.
  • Obiettivo 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture): programmi come il decennio digitale collegano le proiezioni di lungo periodo a investimenti misurabili in connettività, competenze e innovazione.

Fonti


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