Illustrazione su disinformazione, salute e divario digitale

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Disinformazione e salute: farmaci falsificati, cure e il peso del divario digitale

La qualità dell’informazione incide sulla salute pubblica. Quando notizie false o fuorvianti riguardano cure, farmaci e prevenzione possono orientare comportamenti dannosi, e il rischio si concentra dove sono più deboli le competenze digitali e l’accesso a fonti affidabili. Questa scheda raccoglie dati e riferimenti ufficiali su questi rischi e sulle risposte internazionali.

L’infodemia e i rischi per la salute

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) usa il termine infodemia per indicare la sovrabbondanza di informazioni, comprese quelle false o fuorvianti, che accompagna le emergenze sanitarie e ostacola l’orientamento delle persone. I Principi globali delle Nazioni Unite per l’integrità dell’informazione, presentati il 24 giugno 2024, collocano la salute pubblica tra gli ambiti minacciati: secondo il documento, misinformazione, disinformazione e discorsi d’odio alimentano conflitti, mettono in pericolo democrazia e diritti umani e minano la salute pubblica e l’azione per il clima. Lo stesso testo segnala che la diffusione di questi contenuti è amplificata dalla rapida disponibilità di strumenti di intelligenza artificiale, con un rischio maggiore per i gruppi più esposti, minori compresi. I Principi nascono da una proposta contenuta in Our Common Agenda, il rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite del 2021; in occasione del lancio è stato citato un sondaggio interno secondo cui l’80% del personale delle Nazioni Unite intervistato ritiene che l’informazione dannosa metta a rischio sé stesso e le comunità in cui opera.

Farmaci scadenti e falsificati

Un esempio concreto di danno riguarda i prodotti medici. Secondo la scheda informativa dell’OMS aggiornata al 3 dicembre 2024, almeno 1 medicinale su 10 nei Paesi a basso e medio reddito è scadente o falsificato, e i Paesi spendono ogni anno circa 30,5 miliardi di dollari in prodotti di questo tipo. L’OMS rileva che tali prodotti sono spesso venduti online o nei mercati informali e individua, tra i fattori che ne alimentano la circolazione, la scarsa consapevolezza dei consumatori e la difficoltà di riconoscerli, insieme a sistemi di regolazione deboli, catene di fornitura complesse e accesso limitato a medicinali autentici a prezzi sostenibili. La crescita delle vendite tramite siti non autorizzati, aggiunge l’Organizzazione, ha reso più facile l’arrivo dei prodotti falsificati ai consumatori. L’OMS ricorda che questi prodotti possono essere inefficaci, contenere dosaggi errati o sostanze tossiche, con conseguenze che vanno dal fallimento delle cure fino a intossicazioni, e che possono favorire la resistenza antimicrobica; riguardano ogni categoria di prodotto, compresi vaccini, antibiotici e terapie oncologiche. Anche nei Paesi ad alto reddito, precisa l’Organizzazione, la circolazione globale dei medicinali comporta rischi lungo la catena di distribuzione.

Il divario digitale come moltiplicatore

Il peso di questi rischi non è distribuito in modo uniforme. L’OMS indica tra i più esposti le popolazioni vulnerabili, i Paesi con sistemi sanitari più deboli e chi acquista prodotti medici da fonti non autorizzate, anche online. In questo quadro, la scarsa alfabetizzazione digitale e l’accesso diseguale a informazioni affidabili funzionano da moltiplicatori: chi ha meno strumenti per valutare una fonte o riconoscere un contenuto manipolato è più esposto a scelte dannose per la salute. Per questo l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) promuove l’alfabetizzazione mediatica e informativa (MIL, dall’inglese Media and Information Literacy), un insieme di competenze per orientarsi tra informazione, disinformazione e strumenti digitali, inclusa l’intelligenza artificiale. Nell’acquisto di medicinali online, in particolare, la capacità di distinguere una fonte autorizzata da una che non lo è dipende in modo diretto dalle competenze digitali di chi cerca una cura, e la stessa OMS colloca fra i più esposti i Paesi con protezione sociale più debole e le catene di fornitura interrotte.

Le risposte internazionali

Sul piano della governance, i Principi globali per l’integrità dell’informazione propongono un quadro di azione multilaterale articolato in cinque principi: fiducia e resilienza della società; incentivi sani; responsabilizzazione del pubblico; media indipendenti, liberi e pluralisti; trasparenza e ricerca. Il documento chiede, tra l’altro, a governi, piattaforme, inserzionisti e mezzi di informazione di non usare né amplificare la disinformazione, e misure specifiche per proteggere i minori. Tra le proposte concrete figurano l’accesso tempestivo alle informazioni, la garanzia di un panorama mediatico libero e pluralista, la protezione di giornalisti e ricercatori e la richiesta, a chi sviluppa sistemi di intelligenza artificiale, di progettarli e utilizzarli in modo sicuro e rispettoso dei diritti. Sul fronte sanitario, l’OMS agisce attraverso il meccanismo degli Stati membri e il Sistema globale di sorveglianza e monitoraggio (GSMS, dall’inglese Global Surveillance and Monitoring System), avviato nel 2013, che raccoglie segnalazioni sui prodotti sospetti e diffonde allerte tra le autorità nazionali.

Prospettive

L’attuazione dei Principi per l’integrità dell’informazione è affidata all’adesione volontaria di governi, aziende tecnologiche e altri soggetti, e resta da verificare nel tempo. Sul versante dei prodotti medici, l’OMS prevede il rafforzamento della sorveglianza e delle campagne di informazione, mentre restano da colmare i divari nella regolazione, nell’accesso a medicinali sicuri e nelle competenze digitali della popolazione. Le stesse organizzazioni segnalano che la diffusione della disinformazione, oggi accelerata dall’intelligenza artificiale, cresce più rapidamente degli strumenti di verifica e di alfabetizzazione disponibili.

In dialogo con l’Agenda 2030

  • Obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide). L’integrità dell’informazione e l’accesso a fonti affidabili sostengono istituzioni e diritti; i Principi delle Nazioni Unite mirano a spazi informativi più sicuri.
  • Obiettivo 3 (Salute e benessere). La disinformazione sanitaria e i farmaci falsificati incidono direttamente sulle cure e sulla sicurezza dei pazienti.
  • Obiettivo 4 (Istruzione di qualità). L’alfabetizzazione mediatica e informativa è lo strumento indicato per riconoscere e contrastare la disinformazione.
  • Obiettivo 10 (Ridurre le disuguaglianze). Il danno si concentra su chi ha minori competenze digitali e un accesso diseguale, allargando i divari esistenti.

Fonti


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