La domanda di elettricità dei centri di elaborazione dati è diventata negli ultimi due anni un tema di politica energetica e non più soltanto di efficienza industriale. Le proiezioni internazionali indicano una crescita rapida e concentrata nel tempo, mentre l’Unione europea ha introdotto i primi obblighi di raccolta e pubblicazione dei dati di consumo. Questo contributo raccoglie i principali riferimenti, senza pretesa di completezza.
Le stime dell’Agenzia internazionale dell’energia
Nel rapporto dedicato alla relazione fra energia e intelligenza artificiale, l’Agenzia internazionale dell’energia colloca il consumo elettrico mondiale dei data center intorno ai 415 terawattora nel 2024 e prevede che più che raddoppi entro il 2030, fino a circa 945 terawattora, pari a poco meno del 3 per cento del consumo elettrico globale. Nello stesso periodo il consumo dei centri dedicati all’intelligenza artificiale cresce più rapidamente della media e più che quadruplica. Il tasso di crescita annuo stimato per l’insieme dei data center è di circa il 15 per cento, più di quattro volte superiore a quello del consumo elettrico di tutti gli altri settori considerati insieme (IEA).
La distribuzione geografica dell’incremento non è uniforme. Gli Stati Uniti rappresentano la quota maggiore della crescita prevista, seguiti dalla Cina; negli Stati Uniti i data center rappresentano quasi la metà dell’aumento della domanda elettrica atteso da qui al 2030.
Gli obblighi europei di rendicontazione dei data center
L’Unione europea ha scelto, come primo passo, la misurazione. La direttiva (UE) 2023/1791 sull’efficienza energetica ha introdotto un obbligo di comunicazione a carico dei centri di elaborazione dati, e il regolamento delegato (UE) 2024/1364 ne ha definito il contenuto, istituendo una banca dati europea e uno schema comune di indicatori (Commissione europea).
L’obbligo riguarda i centri con una domanda elettrica installata delle infrastrutture informatiche pari o superiore a 500 kilowatt. I titolari e i gestori devono raccogliere e pubblicare, secondo un modello uniforme, informazioni relative alla superficie, alla potenza installata, al consumo energetico, al grado di utilizzo della capacità, al calore di scarto e al consumo di acqua. La prima comunicazione era fissata al 15 settembre 2024, con cadenza annuale al 15 maggio negli anni successivi.
Il dato europeo e la misura del fenomeno
Le stime richiamate nei documenti della Commissione collocano il peso dei data center intorno al 3,2 per cento della domanda elettrica complessiva dell’Unione al 2030, a fronte del 2,7 per cento del 2018; l’incremento del 28 per cento al 2030 previsto nel 2018, a partire da 76,8 terawattora, è considerato dalla stessa Commissione superato dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che per alcuni Paesi fa prevedere un consumo doppio o triplo. Si tratta di proiezioni, non di rilevazioni, e il senso stesso della banca dati europea è quello di sostituire progressivamente le stime con dati dichiarati e comparabili.
Va segnalato che il perimetro degli indicatori comprende il consumo di acqua, voce che nel dibattito pubblico riceve meno attenzione di quella energetica ma che incide sulla localizzazione degli impianti e sulla loro compatibilità con il contesto idrico locale.
Prospettive
Il quadro regolatorio europeo è oggi impostato sulla trasparenza dei consumi e sulla valutazione della sostenibilità dei singoli impianti, non su limiti quantitativi. Le prime serie storiche della banca dati consentiranno, nei prossimi cicli di comunicazione, di verificare quanto le proiezioni si discostino dai dati reali e di valutare se gli strumenti attuali siano sufficienti. Restano da definire il rapporto fra la crescita della capacità di calcolo prevista dai programmi europei di sviluppo infrastrutturale e gli obiettivi di riduzione dei consumi, nonché il trattamento del calore di scarto, che la direttiva considera una risorsa recuperabile e che oggi viene valorizzato in modo disomogeneo fra gli Stati membri.
In dialogo con l’Agenda 2030
- Obiettivo 7 (Energia pulita e accessibile) per il rapporto fra crescita della domanda elettrica e composizione delle fonti di generazione.
- Obiettivo 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture) per la qualità e la resilienza delle infrastrutture di calcolo e delle reti che le alimentano.
- Obiettivo 12 (Consumo e produzione responsabili) per la rendicontazione degli indicatori di consumo energetico e idrico e per il recupero del calore di scarto.
- Obiettivo 13 (Lotta contro il cambiamento climatico) per l’impatto complessivo della digitalizzazione sulle traiettorie di riduzione delle emissioni.
Fonti
- Agenzia internazionale dell’energia, rapporto «Energy and AI», sintesi
- Agenzia internazionale dell’energia, capitolo sulla domanda energetica dell’intelligenza artificiale
- Direttiva (UE) 2023/1791 sull’efficienza energetica
- Regolamento delegato (UE) 2024/1364 della Commissione sullo schema comune europeo di valutazione dei centri di elaborazione dati
- Comunicato della Commissione europea del 15 marzo 2024 sull’adozione dello schema








