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ChatGPT motore di ricerca, Reddit e Roblox piattaforme: le designazioni sotto il Digital Services Act

Il 31 agosto 2026 la Commissione europea ha designato ChatGPT come motore di ricerca online di dimensioni molto grandi e Reddit e Roblox come piattaforme online di dimensioni molto grandi ai sensi del Digital Services Act. La qualificazione che colpisce è la prima: un assistente conversazionale costruito sull’intelligenza artificiale entra nel regolamento sui servizi digitali non come piattaforma, ma nella categoria dei motori di ricerca, e con ciò assume il livello più gravoso di obblighi previsto dal testo. I tre servizi hanno dichiarato di raggiungere almeno quarantacinque milioni di utenti medi mensili nell’Unione, la soglia che fa scattare la designazione, e hanno ora quattro mesi, quindi entro gennaio 2027, per conformarsi agli obblighi aggiuntivi.

I tre servizi designati e le due categorie

La distinzione fra le due categorie non è nominale. Il Digital Services Act qualifica come piattaforme online di dimensioni molto grandi e come motori di ricerca online di dimensioni molto grandi i servizi che raggiungono in media almeno quarantacinque milioni di destinatari attivi al mese nell’Unione, pari al dieci per cento della popolazione, e li assoggetta al regime più severo del regolamento. Reddit, forum organizzato in comunità di discussione, e Roblox, ambiente di gioco e creazione frequentato in larga parte da un pubblico giovane, rientrano nella nozione di piattaforma. ChatGPT è stato invece ricondotto ai motori di ricerca, la categoria pensata per i servizi che consentono di interrogare in linea di principio l’insieme dei siti web a partire da una domanda dell’utente. È la prima volta che un’intelligenza artificiale generativa viene collocata in quella casella.

Un’intelligenza artificiale nel regime dei servizi di dimensioni molto grandi

Con questa designazione un servizio fondato su un modello di intelligenza artificiale per finalità generali si trova a rispondere contemporaneamente a due corpi normativi. Da un lato il regolamento sull’intelligenza artificiale, che disciplina i modelli per finalità generali e i loro fornitori; dall’altro il Digital Services Act, che ora gli impone il regime dei servizi di dimensioni molto grandi. I due quadri perseguono obiettivi distinti, la sicurezza e l’affidabilità del modello il primo, la gestione dei rischi sistemici del servizio il secondo, ma insistono sullo stesso operatore e su alcune stesse aree, a partire dalla tutela dei minori. La designazione non nasce quindi in un vuoto normativo: si aggiunge a obblighi già vigenti, con autorità e procedure in parte diverse.

Che cosa comporta la designazione

Dalla notifica della designazione decorrono quattro mesi, quindi fino a gennaio 2027, entro i quali i tre servizi devono adempiere agli obblighi aggiuntivi che il Digital Services Act riserva ai soggetti di dimensioni molto grandi. Il cuore di questi obblighi è la valutazione dei rischi sistemici che derivano dal servizio e dai suoi sistemi algoritmici e l’adozione di misure idonee ad attenuarli. Il regolamento indica le aree su cui la valutazione deve concentrarsi: la diffusione di contenuti illegali, gli effetti negativi sui minori, sul benessere fisico e mentale degli utenti e sui diritti fondamentali, l’integrità dei processi elettorali e la sicurezza pubblica. A ciò si aggiungono l’obbligo di sottoporsi a una revisione indipendente e quello di rendere conto in modo trasparente delle scelte compiute. La vigilanza su questi obblighi spetta direttamente alla Commissione, che per i servizi di dimensioni molto grandi dispone di poteri di indagine e sanzionatori propri, con sanzioni che possono arrivare al sei per cento del fatturato mondiale annuo. Come si è osservato in altra occasione, nel Digital Services Act la sanzione è un passaggio e non un traguardo: il fine dell’apparato è la conformità, non la multa.

La tutela dei minori

Fra le aree indicate, quella dei minori attraversa tutte e tre le designazioni. Roblox è un ambiente frequentato in larga parte da bambini e adolescenti; ChatGPT è usato anche da minori, con le questioni che ne derivano sul piano della sicurezza e del benessere; Reddit ospita comunità e contenuti la cui esposizione ai più giovani è da tempo oggetto di attenzione. Non è un tema nuovo per il regolamento: la protezione dei minori fra impostazioni predefinite, progettazione e divieti è uno dei terreni su cui il Digital Services Act e il regolamento sull’intelligenza artificiale si incontrano. La designazione porta ora quel tema dentro il regime più stringente, quello che impone di misurare il rischio prima che si manifesti e di documentare le misure adottate per ridurlo.

Profili critici: il confine della designazione

La designazione solleva più di una questione di qualificazione. Ricondurre un assistente conversazionale alla categoria dei motori di ricerca è una scelta che il regolamento non affronta in modo esplicito, perché le sue definizioni sono state scritte prima che questi servizi assumessero la forma attuale: la casella in cui un servizio viene collocato determina però quali obblighi si applicano, e su un terreno nuovo il confine fra piattaforma e motore di ricerca non è ovvio. Vi è poi la convivenza di due regimi sullo stesso operatore: il fornitore di un modello per finalità generali risponde già al regolamento sull’intelligenza artificiale e ora anche al Digital Services Act, con procedure e autorità che dovranno coordinarsi per non sovrapporsi. Sullo sfondo resta la direzione di marcia: dopo le grandi piattaforme sociali e i servizi già designati, e dopo l’intervento strutturale del Digital Markets Act sui grandi operatori del mercato, la rete dei servizi di dimensioni molto grandi si allarga all’intelligenza artificiale e al gioco online.

Per i tre servizi la designazione apre un conto alla rovescia con una data precisa. Entro gennaio 2027 dovranno presentare la prima valutazione dei rischi sistemici e le relative misure di attenuazione, e da quel momento la Commissione potrà verificarne l’adeguatezza. Per ChatGPT, in particolare, resta da sciogliere il nodo che la designazione ha annodato: come si conciliano gli obblighi del regolamento sui servizi digitali con quelli, già vigenti, del regolamento sull’intelligenza artificiale. La risposta non sta nell’atto di designazione, ma nei prossimi quattro mesi.


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