Tecnologie emergenti verso il 2030, illustrazione astratta palette azzurro viola ciano

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Oltre l’intelligenza artificiale: le tecnologie emergenti verso il 2030

L’attenzione pubblica sull’innovazione si concentra spesso su un solo ambito, ma il quadro delle tecnologie emergenti è più ampio. Questo contributo offre una panoramica neutra di alcuni comparti e delle politiche europee che li accompagnano verso il 2030.

Il calcolo quantistico e la Strategia Quantum Europe

Il calcolo quantistico sfrutta le proprietà della meccanica quantistica per elaborare informazioni secondo logiche diverse da quelle dell’informatica tradizionale, con potenziali ricadute nella simulazione dei materiali, nell’ottimizzazione dei processi e nella crittografia. Il 2 luglio 2025 la Commissione europea ha adottato la Strategia Quantum Europe, con l’obiettivo dichiarato di rendere l’Unione europea (UE) un protagonista globale del comparto entro il 2030 e di superare l’attuale frammentazione delle iniziative nazionali. Il documento individua cinque aree interconnesse: ricerca e innovazione, infrastrutture quantistiche, rafforzamento dell’ecosistema industriale, applicazioni spaziali e a duplice uso, formazione di competenze specialistiche. Tra le azioni annunciate figurano una struttura di progettazione condivisa, sei linee pilota per la produzione di chip quantistici, un impianto sperimentale per l’internet quantistica europea e un’accademia delle competenze, la cui apertura è prevista nel 2026. Alla strategia dovrebbe seguire una proposta legislativa, il futuro Quantum Act, attesa nel corso del 2026.

I semiconduttori e l’autonomia produttiva europea

I semiconduttori, i minuscoli componenti che governano il funzionamento di ogni apparecchio elettronico, sono al centro di una competizione industriale su scala mondiale e di frequenti tensioni lungo le catene di fornitura. Con il Regolamento (UE) 2023/1781, noto come Chips Act ed entrato in vigore il 21 settembre 2023, l’Unione ha definito un quadro di misure per rafforzare la propria filiera della microelettronica. L’ambizione dichiarata, inserita negli obiettivi del programma Decennio digitale, è portare al 20% la quota europea nella produzione mondiale di componenti avanzati entro il 2030, riducendo la dipendenza da fornitori esterni attraverso investimenti stimati intorno ai 43 miliardi di euro fra risorse pubbliche e private. L’impianto normativo poggia su tre pilastri: il sostegno alla ricerca e al trasferimento verso la fabbricazione su scala industriale, gli incentivi agli stabilimenti manifatturieri innovativi e un meccanismo di monitoraggio e risposta alle crisi di approvvigionamento.

L’economia dell’informazione e le regole di condivisione

La diffusione di oggetti connessi genera volumi crescenti di informazioni, il cui accesso e riutilizzo sollevano questioni economiche e giuridiche. Il Regolamento (UE) 2023/2854, denominato Data Act, disciplina la condivisione dei contenuti prodotti dagli oggetti connessi e dai servizi collegati. Adottato il 13 dicembre 2023, si applica dal 12 settembre 2025, con alcuni obblighi introdotti in modo progressivo negli anni successivi. Il testo riconosce a persone e imprese il diritto di accedere alle informazioni che contribuiscono a generare, agevola il passaggio da un fornitore di servizi cloud all’altro e regola la messa a disposizione di tali contenuti verso enti pubblici in circostanze eccezionali. La finalità dichiarata è ripartire in modo più equilibrato il valore economico del patrimonio digitale all’interno del mercato unico, senza comprometterne la protezione.

Lo spazio come infrastruttura strategica

Le attività orbitali sostengono servizi ormai quotidiani, dalla navigazione satellitare alle telecomunicazioni, fino all’osservazione della Terra. Il 25 giugno 2025 la Commissione europea ha presentato la proposta di EU Space Act, primo tentativo di regolare in modo organico il settore a livello unionale, in sostituzione dei tredici approcci nazionali oggi in vigore. L’iniziativa si articola su tre assi: sicurezza, resilienza e sostenibilità. Sono previste misure per il tracciamento degli oggetti in orbita, la riduzione dei detriti, la protezione informatica delle infrastrutture spaziali e la valutazione dell’impatto ambientale delle operazioni. Le regole si applicherebbero sia agli operatori europei sia a quelli extraeuropei che offrono servizi nel territorio dell’Unione. La proposta è attualmente in fase di negoziazione tra il Parlamento europeo e il Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria.

La cybersicurezza come condizione abilitante

La sicurezza delle reti accompagna ogni ambito digitale e ne condiziona l’affidabilità. Due strumenti normativi ne definiscono oggi il perimetro europeo. La Direttiva (UE) 2022/2555, nota come NIS2 (dall’inglese Network and Information Security, sicurezza delle reti e dei sistemi informativi), sostituisce la precedente direttiva del 2016 ed estende gli obblighi di gestione del rischio e di notifica degli incidenti a numerosi settori critici; il termine per il recepimento negli ordinamenti nazionali era fissato al 17 ottobre 2024. Il Regolamento (UE) 2024/2847, o Cyber Resilience Act (CRA), introduce invece requisiti di sicurezza per i prodotti con elementi digitali lungo l’intero ciclo di vita. Entrato in vigore il 10 dicembre 2024, prevede l’applicazione degli obblighi di segnalazione a partire dall’11 settembre 2026 e la piena operatività dall’11 dicembre 2027.

Prospettive

Le politiche qui descritte condividono un orizzonte temporale comune, il 2030, e una logica ricorrente: unire investimenti pubblici, regole armonizzate e riduzione delle dipendenze esterne. Alcuni provvedimenti sono già pienamente operativi, come il Chips Act e la Direttiva NIS2; altri prevedono un’applicazione graduale, come il Data Act e il Cyber Resilience Act; altri ancora restano in fase di negoziazione, come l’EU Space Act e il preannunciato Quantum Act. Il quadro complessivo è quindi in movimento e il suo esito dipenderà dall’attuazione negli Stati membri e dalla capacità di trasformare i risultati della ricerca in applicazioni di mercato.

In dialogo con l’Agenda 2030

  • Obiettivo 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture): promuove infrastrutture resilienti, un’industrializzazione inclusiva e sostenibile e un maggiore sostegno alla ricerca scientifica.
  • Obiettivo 4 (Istruzione di qualità): la formazione di competenze quantistiche e digitali richiede percorsi accessibili e aggiornati.
  • Obiettivo 17 (Partnership per gli obiettivi): il coordinamento fra Stati membri e l’armonizzazione delle regole sono la condizione per risultati su scala continentale.

Fonti


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