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A meno di cinque anni dal 2030: il Rapporto ONU sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2026

Il 7 luglio 2026 le Nazioni Unite hanno pubblicato il Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2026, presentato in apertura del Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile, riunito a New York dal 7 al 15 luglio 2026. A meno di cinque anni dalla scadenza del 2030, il documento misura lo stato di avanzamento dei diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) adottati nel 2015.

Il Rapporto 2026 e il Forum politico di alto livello

Il Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è la pubblicazione annuale con cui le Nazioni Unite rendicontano i progressi verso l’Agenda 2030. L’edizione 2026 è stata diffusa il 7 luglio, in apertura del Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile (High-level Political Forum, HLPF), convocato sotto l’egida del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (Economic and Social Council, ECOSOC). Il Forum si è svolto presso la sede delle Nazioni Unite a New York dal 7 al 15 luglio 2026, con il segmento ministeriale in programma dal 13 al 16 luglio, sul tema di azioni trasformative, eque, innovative e coordinate per l’Agenda 2030.

Ogni anno il Forum esamina in profondità un gruppo di Obiettivi. Nel 2026 la revisione ha riguardato l’Obiettivo 6 (acqua pulita e servizi igienico-sanitari), l’Obiettivo 7 (energia pulita e accessibile), l’Obiettivo 9 (imprese, innovazione e infrastrutture), l’Obiettivo 11 (città e comunità sostenibili) e l’Obiettivo 17 (partnership per gli obiettivi). Trentasei Paesi hanno presentato le proprie Revisioni Nazionali Volontarie (Voluntary National Reviews, VNR), tra cui l’Italia. Il Forum è previsto in chiusura il 15 luglio con l’adozione di una Dichiarazione ministeriale destinata a orientare le politiche di attuazione.

I progressi registrati dal 2015

Il Rapporto documenta risultati misurabili maturati dal 2015. Quasi un miliardo di persone ha ottenuto l’accesso all’acqua potabile gestita in modo sicuro e 1,2 miliardi ai servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro. L’energia elettrica raggiunge oggi il 92 per cento della popolazione mondiale. L’accesso a Internet è salito dal 40 al 74 per cento. Le nuove infezioni da HIV sono diminuite del 30 per cento tra il 2015 e il 2024 e i decessi correlati all’AIDS del 35 per cento. La protezione sociale copre per la prima volta più della metà della popolazione mondiale. La quota di nascite assistite da personale sanitario qualificato è passata dall’80 all’87 per cento tra il 2015 e il 2025. La capacità di generazione di elettricità da fonti rinnovabili pro capite è cresciuta del 14 per cento tra il 2023 e il 2024, portandosi a 2,2 volte il livello del 2015.

Il Rapporto segnala inoltre un progresso spesso trascurato, definito rivoluzione dei dati: un decennio fa erano disponibili dati per circa la metà degli indicatori, mentre oggi una banca dati globale di oltre 3,2 milioni di rilevazioni copre quasi tutti gli indicatori, e consente di individuare dove i progressi accelerano e dove i divari persistono.

I divari e le regressioni

A fronte di questi avanzamenti, il Rapporto rileva ritardi diffusi. Dei 139 traguardi per i quali sono disponibili dati di tendenza, solo il 36 per cento risulta in linea o in progresso moderato; il 49 per cento avanza troppo lentamente e il 15 per cento è regredito al di sotto dei livelli del 2015. Una persona su dieci vive ancora in povertà estrema e la relativa quota è stimata al 10 per cento nel 2026, appena tre punti percentuali sotto il valore del 2015. Circa 2,3 miliardi di persone si trovano in condizione di insicurezza alimentare moderata o grave. Duecentosettantatré milioni di bambini e giovani restano fuori dal sistema scolastico e un giovane tra i 15 e i 24 anni su cinque non studia, non lavora e non è in formazione.

Nessuno dei traguardi sulla parità di genere risulta in linea, pur registrandosi una crescita della presenza femminile nei parlamenti, salita al 27,4 per cento dei seggi dal 22,3 per cento del 2015. Circa 1,16 miliardi di persone, ossia un residente urbano su quattro, vive in insediamenti informali. Sul fronte climatico, nel 2025 le temperature globali hanno raggiunto 1,43 gradi centigradi sopra i livelli preindustriali e la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ha toccato il valore più alto degli ultimi due milioni di anni, mentre il numero di persone colpite da disastri legati al clima è più che raddoppiato dal 2015. Il Rapporto registra inoltre un aumento dei conflitti e degli sfollamenti forzati, saliti a oltre 117,8 milioni di persone a dicembre 2025.

Le priorità indicate dal Rapporto

Il Rapporto qualifica gli Obiettivi come una tabella di marcia condivisa per pace, prosperità e sostenibilità, e osserva che i progressi diventano possibili quando impegno politico, finanziamenti, innovazione e cooperazione internazionale procedono insieme. La priorità indicata è ampliare ciò che funziona. Sul piano finanziario, il documento richiama la necessità di colmare un divario annuo stimato in circa 4.000 miliardi di dollari, attraverso l’Impegno di Siviglia e la riforma dell’architettura finanziaria internazionale, e di rafforzare i sistemi statistici mediante il Quadro di Medellín, così da indirizzare le risorse verso le popolazioni più vulnerabili.

Tra le leve segnalate figurano l’accelerazione della transizione energetica, l’impiego delle tecnologie di frontiera, compresa l’intelligenza artificiale, a sostegno dello sviluppo sostenibile, la parità di genere come priorità trasversale e il rafforzamento della cooperazione multilaterale. Il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e il Sottosegretario generale per gli affari economici e sociali Li Junhua hanno collegato il conseguimento degli Obiettivi alla capacità di portare in scala le esperienze che hanno già dato risultati. Il finanziamento allo sviluppo resta un punto critico: nel 2025 l’aiuto pubblico allo sviluppo è diminuito del 23,1 per cento, il calo annuo più marcato mai registrato, mentre il debito estero dei Paesi a basso e medio reddito ha raggiunto nel 2024 un livello record di 8.900 miliardi di dollari.

Prospettive

Il Forum politico di alto livello si conclude il 15 luglio 2026 con l’adozione di una Dichiarazione ministeriale, esito destinato a fornire indicazioni di indirizzo per l’attuazione degli Obiettivi; il segmento ministeriale è in programma fino al 16 luglio. Secondo il Rapporto, le scelte dei prossimi quattro anni in materia di finanziamenti, cooperazione e risposta collettiva alle crisi avranno effetti duraturi. Restano da definire le modalità per colmare il divario di finanziamento, la riforma dell’architettura finanziaria internazionale e il potenziamento dei sistemi di dati necessari a orientare le risorse verso le popolazioni più vulnerabili. La prossima edizione del Rapporto aggiornerà la misurazione dei traguardi in vista della scadenza del 2030.

In dialogo con l’Agenda 2030

  • Obiettivo 1: Sconfiggere la povertà
  • Obiettivo 2: Sconfiggere la fame
  • Obiettivo 3: Salute e benessere
  • Obiettivo 5: Parità di genere
  • Obiettivo 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
  • Obiettivo 7: Energia pulita e accessibile
  • Obiettivo 9: Imprese, innovazione e infrastrutture
  • Obiettivo 11: Città e comunità sostenibili
  • Obiettivo 13: Lotta contro il cambiamento climatico
  • Obiettivo 16: Pace, giustizia e istituzioni solide
  • Obiettivo 17: Partnership per gli obiettivi

Fonti

Redazione 2030


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