Illustrazione: un quadrante luminoso sospeso sopra una piazza assegna fili di luce a figure in movimento, mentre un portale a cornice si chiude attorno al quadrante.

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Lavoro tramite piattaforme digitali: la Convenzione OIL n. 193 e il recepimento della direttiva europea

Nel giugno 2026 la Conferenza internazionale del lavoro ha adottato la prima convenzione dedicata al lavoro nell’economia delle piattaforme digitali, la Convenzione n. 193 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Nell’Unione europea, intanto, si avvicina la scadenza del 2 dicembre 2026 per il recepimento della Direttiva (UE) 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitali. Questo contributo raccoglie i principali riferimenti dei due strumenti, senza pretesa di completezza.

La 114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro

La 114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro si è svolta a Ginevra dal 1° al 12 giugno 2026, con la partecipazione di oltre 5.700 delegati in rappresentanza dei governi e delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori dei 187 Stati membri dell’OIL. La sessione si è conclusa con l’adozione della Convenzione sul lavoro dignitoso nell’economia delle piattaforme (Convention on Decent Work in the Platform Economy, C193), il primo standard internazionale del lavoro rivolto alle persone che si guadagnano da vivere attraverso le piattaforme digitali di lavoro.

Nel discorso di chiusura, il Direttore generale dell’OIL Gilbert F. Houngbo ha collegato il risultato al proprio rapporto presentato alla Conferenza, intitolato “A Moment of Choice: Harnessing Artificial Intelligence for Decent Work”, che chiede una cooperazione internazionale affinché i benefici dell’intelligenza artificiale siano ampiamente condivisi e la trasformazione tecnologica avvenga secondo un approccio centrato sulla persona. La stessa sessione ha adottato inoltre una risoluzione con conclusioni sull’uguaglianza di genere nel mondo del lavoro e una risoluzione con conclusioni sul dialogo sociale e sul tripartismo. Il 7 agosto 2026 l’OIL è tornata sul tema con un approfondimento della serie “The Future of Work” dedicato a come il nuovo standard possa tradursi in pratica.

I contenuti della Convenzione n. 193

La Convenzione chiede agli Stati membri di garantire che chi lavora tramite piattaforme digitali goda dei diritti fondamentali sul lavoro: libertà di associazione e contrattazione collettiva, protezione dalla discriminazione, dal lavoro minorile e dal lavoro forzato, diritto a un ambiente di lavoro sicuro e salubre. Un elemento qualificante è l’estensione di tutele che le convenzioni precedenti riservavano ai lavoratori subordinati anche a chi opera al di fuori di un rapporto di lavoro dipendente, in particolare in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di cessazione dell’attività o disattivazione dell’account.

Il testo incoraggia inoltre gli Stati a estendere una remunerazione o un compenso adeguato a tutti i lavoratori delle piattaforme, compresi quelli non inquadrati in un rapporto di lavoro subordinato, e affronta la protezione contro la violenza e le molestie, nonché la protezione dei dati personali e della vita privata dei lavoratori. Il nuovo standard si applica a tutte le piattaforme digitali di lavoro ed estende le tutele principali a tutti i lavoratori delle piattaforme, indipendentemente da come il loro status occupazionale è qualificato dal diritto nazionale.

Sistemi automatizzati e gestione algoritmica

Una parte specifica della Convenzione riguarda l’uso responsabile dei sistemi automatizzati e degli algoritmi che assegnano gli incarichi, monitorano le prestazioni e valutano i risultati. Il testo stabilisce salvaguardie che comprendono requisiti di trasparenza e l’accesso a meccanismi di riesame delle decisioni. Il tema si collega al dibattito più ampio sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro, oggetto del citato rapporto del Direttore generale e dell’Osservatorio dell’OIL sull’intelligenza artificiale e il lavoro nell’economia digitale.

La direttiva europea sul lavoro mediante piattaforme digitali

Nell’ordinamento dell’Unione europea il riferimento è la Direttiva (UE) 2024/2831 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali. La direttiva introduce, tra l’altro, una presunzione legale di rapporto di lavoro subordinato in presenza di elementi di direzione e controllo, e regole sulla gestione algoritmica, dalla trasparenza dei sistemi decisionali automatizzati alla sorveglianza umana sulle decisioni che incidono sui lavoratori.

Gli Stati membri devono adottare le disposizioni necessarie per conformarsi alla direttiva entro il 2 dicembre 2026. Per i rapporti contrattuali sorti prima di tale data e ancora in corso, la presunzione legale si applica solo a partire dalla stessa data. In Italia è in corso l’iter di recepimento: lo schema di decreto legislativo, esaminato in via preliminare dal Consiglio dei ministri nel luglio 2026, è oggetto del parere parlamentare, come documentato dal dossier del Servizio Studi della Camera dei deputati.

Prospettive

La Convenzione n. 193 è ora aperta alla ratifica degli Stati membri dell’OIL e la sua entrata in vigore seguirà la registrazione delle ratifiche secondo le clausole finali dell’atto. Nell’Unione europea la scadenza per il recepimento della Direttiva (UE) 2024/2831 è fissata al 2 dicembre 2026 e in Italia il percorso del decreto legislativo di attuazione è in corso. Restano da definire, nei singoli ordinamenti, le modalità con cui le regole su presunzione di subordinazione, gestione algoritmica e tutele estese troveranno applicazione concreta nelle prassi delle piattaforme.

In dialogo con l’Agenda 2030

  • Obiettivo 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica). La Convenzione n. 193 e la direttiva europea intervengono su diritti, remunerazione e condizioni di chi lavora tramite piattaforme digitali, un segmento in crescita del mercato del lavoro.
  • Obiettivo 10 (Ridurre le disuguaglianze). L’estensione delle tutele a chi opera al di fuori del rapporto di lavoro subordinato riduce i divari di protezione tra categorie di lavoratori.
  • Obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide). Entrambi gli strumenti sono il risultato di processi istituzionali e di dialogo sociale tripartito tra governi, datori di lavoro e lavoratori.

Fonti


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