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Il gruppo scientifico delle Nazioni Unite sull’intelligenza artificiale: il rapporto preliminare e il Dialogo globale

Il 26 agosto 2025 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato per consenso la risoluzione A/RES/79/325, che istituisce due meccanismi permanenti dedicati all’intelligenza artificiale: un gruppo scientifico indipendente e un foro intergovernativo aperto a tutti gli Stati membri. Entrambi sono entrati in funzione nel 2026, con il primo rapporto scientifico il 1 luglio e la prima sessione del foro a Ginevra il 6 e 7 luglio. Questa scheda ne ricostruisce mandato, composizione e contenuti sulla base dei documenti ufficiali.

Due meccanismi istituiti dalla stessa risoluzione

La risoluzione A/RES/79/325 ha istituito il Gruppo scientifico internazionale indipendente sull’intelligenza artificiale (Independent International Scientific Panel on Artificial Intelligence) e il Dialogo globale sulla governance dell’intelligenza artificiale (Global Dialogue on Artificial Intelligence Governance). I due organismi discendono dal Patto digitale globale (Global Digital Compact, A/RES/79/1), adottato nel settembre 2024 al Vertice sul futuro come parte del Patto per il futuro, e dal rapporto Governing AI for Humanity, con cui nel 2024 l’Organo consultivo di alto livello sull’intelligenza artificiale del Segretario generale aveva proposto esattamente un gruppo scientifico e un dialogo universale.

Il Dialogo globale e’ stato lanciato il 25 settembre 2025, durante la settimana di alto livello dell’ottantesima sessione dell’Assemblea generale. Secondo la documentazione ufficiale il suo scopo e’ esaminare come la cooperazione internazionale possa accelerare i progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, gestendo al tempo stesso i rischi, rispettando gli standard internazionali sui diritti umani e riducendo i divari tra i Paesi e al loro interno. Nessuno dei due ha funzioni regolamentari o sanzionatorie: il Gruppo non fissa regole e non prescrive politiche.

Composizione e mandato del gruppo scientifico

Un bando aperto dal 25 settembre al 31 ottobre 2025 ha raccolto oltre 2.600 candidature da piu’ di 140 Paesi. L’Assemblea generale ha nominato i 40 membri nel febbraio 2026, per un mandato di tre anni: 19 donne e 21 uomini dalle cinque regioni delle Nazioni Unite, con non piu’ di due membri della stessa nazionalita’, che siedono a titolo personale con obbligo di dichiarare i possibili conflitti di interesse. La prima plenaria, in forma virtuale il 3 marzo 2026, ha eletto copresidenti Yoshua Bengio (Canada) e Maria Ressa (Filippine).

Il mandato prevede un rapporto annuale con valutazioni scientifiche basate sulle evidenze relative a opportunita’, rischi e impatti dell’intelligenza artificiale, da presentare al Dialogo globale, oltre a note tematiche, aggiornamenti all’Assemblea generale e gruppi di lavoro; l’ambito di analisi e’ limitato al settore non militare. Il segretariato e’ coordinato dall’Inviato speciale per le tecnologie digitali ed emergenti, Amandeep Singh Gill, e dall’Ufficio per le tecnologie digitali ed emergenti (Office for Digital and Emerging Technologies, ODET), con l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (International Telecommunication Union, ITU) e l’UNESCO; la documentazione precisa che il segretariato non indirizza il lavoro scientifico e che le conclusioni non sono sottoposte a revisione o approvazione delle Nazioni Unite.

Il rapporto preliminare del 1 luglio 2026

Il documento, intitolato Preliminary Report of the Independent International Scientific Panel on AI: Evidence-based assessment of opportunities, risks and impacts of AI, e’ disponibile nelle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite e si articola in sette ambiti: scienza e traiettorie della tecnologia; applicazioni sociali (scienza, salute, istruzione, agricoltura); implicazioni economiche; sicurezza, sistemi e ambiente; diritti umani, informazione e democrazia; fioritura culturale e individuale, autonomia e sicurezza dei minori; gestione, governance e affidabilita’. La sintesi dichiara di voler offrire un’analisi equilibrata, cioe’ di valutare i dati empirici senza inclinazioni indebite verso l’ottimismo o il pessimismo.

Tra le applicazioni documentate il rapporto cita AlphaFold, che ha previsto la struttura di oltre 200 milioni di proteine ed e’ utilizzato da piu’ di 3 milioni di ricercatori, l’individuazione precoce del tumore al seno in radiologia e l’uso di strumenti adattati alle lingue locali da parte di operatori sanitari in contesti a basse risorse. Sull’adozione indica che oltre un miliardo di persone usa settimanalmente sistemi conversazionali, con un ritardo del Sud del mondo rispetto al Nord, e riporta stime secondo cui gli Stati Uniti d’America concentrano il 75 per cento della potenza di calcolo tra i cinquecento maggiori supercomputer per l’intelligenza artificiale e la Cina il 15 per cento. Quanto ai sistemi agentici, richiama uno studio secondo cui la lunghezza dei compiti di programmazione portati a termine dai sistemi piu’ avanzati raddoppia ogni quattro, sette mesi.

Rischi documentati e dilemma delle evidenze

La sintesi elenca danni gia’ osservati: la circolazione crescente di materiale pedopornografico generato artificialmente e di violenza sessuale basata su contenuti manipolati, con impatto sproporzionato su donne e minori; il comportamento compiacente dei sistemi, che rafforza le convinzioni dell’utente a prescindere dall’accuratezza ed e’ stato collegato a episodi gravi in materia di salute mentale; la produzione su larga scala di contenuti ingannevoli, con erosione dell’integrita’ dell’informazione; l’uso di sistemi di intelligenza artificiale a supporto di attacchi informatici. Molti di questi danni, osserva il rapporto, ricadono in misura maggiore su popolazioni gia’ svantaggiate. Sul controllo dei sistemi autonomi il testo afferma che mancano metodi affidabili e che non esistono garanzie scientifiche che gli agenti non violino le istruzioni ricevute, con casi gia’ registrati in laboratorio.

Il punto centrale per i decisori e’ descritto come dilemma delle evidenze: servono prove scientifiche per governare, ma quando le prove sono disponibili puo’ essere gia’ tardi per agire, perche’ l’evidenza resta indietro rispetto al ritmo dello sviluppo tecnologico. Il rapporto rileva che decine di strumenti di governance sono gia’ in uso nelle diverse giurisdizioni, ma risultano frammentati, concentrati presso poche imprese e raramente misurati nella loro efficacia reale, e che i metodi di valutazione indipendente sono ancora poco sviluppati. La maggior parte dei Paesi, comprese molte economie avanzate, non dispone delle competenze tecniche per valutare i modelli di frontiera.

La prima sessione del Dialogo globale

La sessione inaugurale si e’ tenuta a Ginevra il 6 e 7 luglio 2026, una settimana dopo la pubblicazione del rapporto, in continuita’ con il vertice AI for Good dell’ITU e con il Forum WSIS. Il Presidente dell’Assemblea generale ha nominato copresidenti Egriselda Lopez, rappresentante permanente di El Salvador presso le Nazioni Unite, e Rein Tammsaar, rappresentante permanente dell’Estonia. I lavori sono stati organizzati in quattro raggruppamenti tematici corrispondenti al paragrafo 4 della risoluzione istitutiva: opportunita’ e implicazioni della tecnologia; superamento dei divari attraverso rafforzamento delle capacita’, accesso e infrastrutture digitali; sviluppo di sistemi sicuri e affidabili, con interoperabilita’ degli approcci di governance; diritti umani, trasparenza, responsabilita’ e supervisione umana.

Il comunicato ufficiale del 6 luglio 2026 riferisce consultazioni tematiche, regionali e virtuali dal gennaio 2026, con oltre 1.500 contributi scritti da tutti i gruppi regionali. I governi sono stati l’unico gruppo di portatori di interesse a collocare al primo posto il rafforzamento delle capacita’, mentre la maggior parte degli altri gruppi ha indicato per prima la sicurezza; piu’ di cinquecento contributi hanno chiesto che il processo prosegua oltre luglio. Il segretariato congiunto e’ composto da ITU, UNESCO, ODET e Ufficio esecutivo del Segretario generale.

Prospettive

Il Gruppo scientifico ha indicato che il rapporto preliminare apre il proprio ciclo di lavoro e non lo conclude: seguiranno consultazioni strutturate con la comunita’ scientifica e note tematiche, tra le altre, su intelligenza artificiale e ambiente, sicurezza dei minori, strumenti di governance e loro efficacia, spazio, tecnologie quantistiche, sistemi giuridici e giudiziari e mercati finanziari. Il prossimo rapporto annuale alimentera’ la seconda sessione del Dialogo globale, in programma a New York il 3 e 4 maggio 2027, in continuita’ con l’undicesimo Forum multilaterale sulla scienza, la tecnologia e l’innovazione per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e in coincidenza con la revisione di alto livello del Patto digitale globale nell’ottantaduesima sessione dell’Assemblea generale. Restano da definire gli strumenti con cui misurare l’efficacia reale delle politiche gia’ adottate, le risorse destinate al rafforzamento delle capacita’ degli Stati membri e la forma di un eventuale seguito ulteriore rispetto alle sessioni ricorrenti; per mandato, nessuno dei due meccanismi produce regole vincolanti.

In dialogo con l’Agenda 2030

  • Obiettivo 3 (Salute e benessere). Il rapporto documenta applicazioni in ambito sanitario e, insieme, rischi per la salute mentale legati al comportamento compiacente dei sistemi.
  • Obiettivo 4 (Istruzione di qualita’). Tra le opportunita’ indicate figurano l’ampliamento dell’accesso all’istruzione e le forme di apprendimento personalizzato.
  • Obiettivo 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica). La sintesi lega i guadagni occupazionali a investimenti complementari in competenze, processi, infrastrutture e istituzioni del mercato del lavoro.
  • Obiettivo 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture). Potenza di calcolo, dati e competenze di valutazione risultano concentrati dove l’intelligenza artificiale viene sviluppata.
  • Obiettivo 10 (Ridurre le disuguaglianze). La riduzione dei divari tra Paesi e al loro interno e’ uno degli obiettivi dichiarati del Dialogo globale.
  • Obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide). Integrita’ dell’informazione, diritti umani, trasparenza e supervisione umana sono ambiti espliciti del mandato.
  • Obiettivo 17 (Partnership per gli obiettivi). Il Dialogo e’ concepito come sede universale di cooperazione, con seggio per tutti gli Stati membri.

Fonti

Redazione 2030


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