Il 29 giugno 2026 l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (European Institute for Gender Equality, EIGE) ha pubblicato un rapporto sulla violenza online che colpisce ragazze e adolescenti nell’Unione europea. Il contributo raccoglie i risultati di quella ricerca, i dati dell’indagine europea sulla violenza di genere e le misure adottate dalle istituzioni europee nel corso del 2026.
Il rapporto dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere
Il rapporto, intitolato From lived reality to policy action: Combating cyber violence against girls in the EU, e’ stato realizzato dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere con la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ed e’ pubblicato dall’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea (ISBN 978-92-9486-350-8). La ricerca combina analisi giuridica e delle politiche, dati statistici e raccolta diretta di esperienze fra adolescenti di dieci Stati membri: i gruppi di discussione hanno coinvolto 133 ragazze fra i 13 e i 18 anni, mentre la parte dedicata ai ragazzi fra i 15 e i 18 anni riguarda norme sociali, modelli di mascolinita’, comportamento di chi assiste agli episodi ed empatia.
L’impianto della ricerca e’ collegato alla Piattaforma d’azione di Pechino, in particolare all’area D sulla violenza contro le donne e all’area L sulle bambine e le ragazze. Fra i risultati, il rapporto descrive forme di violenza che cambiano con l’eta’: nella fascia 13-15 anni prevalgono esclusione dalle chat di gruppo, commenti sul corpo, dicerie e umiliazione pubblica; fra i 16 e i 18 anni compaiono con maggiore frequenza forme sessualizzate e di controllo, comprese coercizione, immagini manipolate e adescamento. La ricerca osserva inoltre che gli episodi non restano confinati a una singola piattaforma e si adattano alle funzioni tecniche di ciascun servizio, e che la maggior parte degli adolescenti intervistati ha assistito ad abusi online senza intervenire.
I dati dell’indagine europea sulla violenza di genere
Il 3 marzo 2026 l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (European Union Agency for Fundamental Rights, FRA) e l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere hanno pubblicato il rapporto congiunto EU gender-based violence survey, Evidence for policy and practice, che analizza i risultati dell’indagine condotta insieme a Eurostat. L’indagine si basa su interviste a quasi 115.000 donne fra i 18 e i 74 anni in tutti i 27 Stati membri e aggiorna la rilevazione pubblicata dalla stessa Agenzia nel 2014.
Il 30,7% delle donne nell’Unione europea ha subito violenza fisica o sessuale, con valori nazionali compresi fra il 57,1% della Finlandia e l’11,9% della Bulgaria, e il 18,5% ha subito atti persecutori. Nella parte dell’indagine dedicata alla dimensione tecnologica, il 7,0% delle donne occupate ha subito molestie online in ambito lavorativo e il 10,2% delle donne che hanno una relazione e’ stato controllato attraverso i social media o la localizzazione. Negli otto Stati membri in cui sono state poste domande aggiuntive, l’11,7% delle donne ha subito molestie sessuali online fuori dal lavoro e l’8,5% atti persecutori con mezzi digitali; sempre in quegli otto Paesi, l’80,2% delle donne che hanno ricevuto ripetutamente messaggi, lettere o regali indesiderati e il 77,0% di quelle a cui sono state pubblicate informazioni personali riferiscono che il fatto e’ avvenuto online. Solo il 13,9% delle donne che hanno subito atti persecutori li ha denunciati alla polizia.
Il quadro giuridico dell’Unione europea
La direttiva (UE) 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, dedica gli articoli da 5 a 8 a quattro fattispecie di violenza informatica: la condivisione non consensuale di materiale intimo o manipolato, gli atti persecutori online, le molestie online e l’istigazione online alla violenza o all’odio. La direttiva chiede agli Stati membri di dotare le autorita’ inquirenti di competenze e strumenti adeguati alla raccolta e alla conservazione delle prove elettroniche e di prevedere misure di prevenzione che comprendano lo sviluppo di competenze digitali per riconoscere e affrontare i casi di violenza online. Il termine per il recepimento e’ fissato al 14 giugno 2027.
Alle norme penali si affianca il regolamento sui servizi digitali (Digital Services Act, DSA), che impone alle piattaforme accessibili ai minori standard elevati di riservatezza, sicurezza e protezione. Il 14 luglio 2025 la Commissione europea ha pubblicato gli orientamenti sulla protezione dei minori previsti dall’articolo 28, paragrafo 1, accompagnati da un modello tecnico per la verifica dell’eta’, attualmente in fase pilota con Stati membri, piattaforme e utenti. Il regolamento sull’intelligenza artificiale completa il quadro con il divieto dei sistemi che manipolano o ingannano le persone in modo dannoso e con le regole sull’etichettatura dei contenuti generati o manipolati.
Il piano d’azione contro il cyberbullismo
Il 10 febbraio 2026, in occasione del Safer Internet Day, la Commissione europea ha adottato il piano d’azione contro il cyberbullismo, annunciato negli orientamenti politici per il periodo 2024-2029 e preparato con consultazioni mirate e pubbliche che hanno coinvolto anche i minori. Il piano si articola su tre pilastri: un approccio coordinato a livello europeo, con l’invito agli Stati membri a dotarsi di politiche nazionali fondate su una nozione comune di cyberbullismo; la prevenzione e la sensibilizzazione, con strumenti elaborati insieme a minori, genitori, educatori ed esperti di salute mentale; la segnalazione e il sostegno, con un’applicazione per la sicurezza online da diffondere in tutti gli Stati membri, che consente di segnalare gli episodi, conservare e trasmettere le prove e ricevere assistenza.
Nella scheda dedicata al piano la Commissione riporta che un adolescente su sei ha subito cyberbullismo e uno su otto dichiara di avervi partecipato, dati tratti da uno studio dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanita’ del 27 marzo 2024; negli ultimi cinque anni il cyberbullismo e’ stato il tema principale delle chiamate alle linee di assistenza dei Safer Internet Centres, pari al 14% del totale. La stessa scheda indica che la Commissione sta raccogliendo pareri di esperti sulle possibili restrizioni di eta’ per l’accesso ai social media e avviera’ un’indagine europea sugli effetti dei social media sulla salute mentale e sul benessere.
La strategia per la parita’ di genere 2026-2030
Il 5 marzo 2026, alla vigilia della Giornata internazionale della donna, la Commissione europea ha presentato la strategia per la parita’ di genere per il periodo 2026-2030, che traduce in azioni la tabella di marcia per i diritti delle donne approvata nel 2025 da tutti gli Stati membri. Il comunicato ufficiale indica fra le priorita’ la lotta alla violenza di genere con particolare attenzione alla violenza online, comprese misure contro i contenuti sessualmente espliciti prodotti o manipolati con strumenti digitali, un dialogo strutturato con le piattaforme online di dimensioni molto grandi fondato sulle garanzie del regolamento sui servizi digitali e il sostegno alla piena attuazione della direttiva sulla violenza contro le donne e del piano d’azione contro il cyberbullismo. Secondo le stime dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere richiamate nel comunicato, al ritmo attuale servirebbero cinquant’anni per raggiungere la parita’ di genere nell’Unione europea.
Prospettive
Il calendario noto prevede il recepimento della direttiva (UE) 2024/1385 negli ordinamenti nazionali entro il 14 giugno 2027, la diffusione dell’applicazione per la segnalazione del cyberbullismo negli Stati membri, la prosecuzione della fase pilota del modello europeo di verifica dell’eta’ e l’indagine annunciata sugli effetti dei social media sulla salute mentale. Restano da definire la nozione comune di cyberbullismo su cui costruire le politiche nazionali, i criteri per misurare l’efficacia delle misure adottate dalle piattaforme e le modalita’ con cui gli Stati membri daranno seguito alle raccomandazioni dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, che indicano programmi educativi rivolti anche ai ragazzi, sostegno fra pari, formazione di chi assiste agli episodi e canali di segnalazione anonimi.
In dialogo con l’Agenda 2030
- Obiettivo 5 (Parita’ di genere). La violenza online contro donne e ragazze e’ trattata dalle istituzioni europee come una forma di violenza di genere che si prolunga dallo spazio digitale a quello fisico.
- Obiettivo 4 (Istruzione di qualita’). Le misure di prevenzione passano dall’alfabetizzazione digitale e da programmi educativi rivolti a ragazze e ragazzi.
- Obiettivo 3 (Salute e benessere). Gli effetti documentati riguardano il benessere psicologico degli adolescenti e sono oggetto dell’indagine europea annunciata sui social media.
- Obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide). Denuncia, accesso alla giustizia, prove elettroniche e responsabilita’ delle piattaforme sono al centro del quadro normativo.
- Obiettivo 10 (Ridurre le disuguaglianze). Il piano d’azione contro il cyberbullismo dedica attenzione specifica ai giovani in condizioni di maggiore vulnerabilita’.
Fonti
- Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, From lived reality to policy action: Combating cyber violence against girls in the EU (29 giugno 2026)
- Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, Growing up online: how violence follows girls across platforms (18 maggio 2026)
- Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali e Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, EU gender-based violence survey, Evidence for policy and practice (3 marzo 2026)
- Direttiva (UE) 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica
- Commissione europea, Piano d’azione contro il cyberbullismo
- Commissione europea, testo del Piano d’azione contro il cyberbullismo
- Commissione europea, Strategia per la parita’ di genere 2026-2030 (comunicato del 5 marzo 2026)
- Commissione europea, orientamenti sulla protezione dei minori ai sensi del regolamento sui servizi digitali
- Organizzazione mondiale della sanita’, Ufficio regionale per l’Europa, studio sul cyberbullismo fra i minori in eta’ scolare (27 marzo 2024)




