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Acqua e servizi igienico-sanitari: dieci anni di Obiettivo 6 e la Conferenza delle Nazioni Unite del dicembre 2026

Nel luglio 2026 il Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (High-level Political Forum, HLPF) ha sottoposto a revisione approfondita l’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030, dedicato all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Il rapporto di sintesi del sistema ONU, i dati del monitoraggio globale e la Conferenza in programma a dicembre negli Emirati Arabi Uniti compongono il quadro di riferimento.

Il rapporto di sintesi delle Nazioni Unite sull’Obiettivo 6

Il Sustainable Development Goal 6 Synthesis Report on Water and Sanitation 2026, pubblicazione di punta coordinata da UN-Water e preparata dai suoi Membri e Partner, ha per tema «Ten years of SDG 6 and the path to 2030+». La scheda editoriale del rapporto, datata 12 giugno 2026, ne definisce la funzione: costituire il contributo collettivo del sistema delle Nazioni Unite alla revisione approfondita dell’Obiettivo 6 svolta dal Forum politico di alto livello nel luglio 2026.

Il rapporto prosegue una serie avviata nel 2018 e proseguita nel 2023 con l’edizione Blueprint for Acceleration, elaborata in risposta alla Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua del 2023. L’edizione 2026 raccoglie i dati piu’ recenti sull’Obiettivo 6, documenta come la sua attuazione abbia orientato riforme nazionali e politiche pubbliche e formula raccomandazioni operative. Sul piano istituzionale e’ un prodotto dell’azione prioritaria collaborativa 1.2 del Piano di attuazione 2025-2028 della Strategia del sistema delle Nazioni Unite per l’acqua e i servizi igienico-sanitari, che chiede al sistema ONU di fornire evidenze anche in vista dei negoziati su una possibile agenda successiva al 2030.

La presentazione e’ avvenuta il 7 luglio 2026 alla sede delle Nazioni Unite a New York, nel corso del sesto evento speciale annuale dedicato all’Obiettivo 6, co-organizzato dalla presidenza di UN-Water e dal Sottosegretario generale del Dipartimento degli affari economici e sociali (UN DESA). Fra i messaggi chiave diffusi con il rapporto: dopo dieci anni i Paesi registrano progressi misurabili; l’accelerazione e’ in atto ma resta troppo lenta e disomogenea; un obiettivo globale dedicato all’acqua ha dimostrato la propria utilita’; l’acqua e’ sempre piu’ considerata un fattore di connessione fra obiettivi diversi; occorre passare da un progresso incrementale a uno trasformativo e rafforzare l’approccio multilaterale oltre il 2030.

I casi nazionali di accelerazione

Nello stesso evento e’ stata presentata la quinta edizione dei SDG 6 Country Acceleration Case Studies, che documentano pratiche replicabili. L’edizione 2026 riguarda la Cina, con l’acqua potabile nelle aree rurali (traguardo 6.1), São Tomé e Príncipe, con acqua potabile e servizi igienici (traguardi 6.1 e 6.2), e l’Uzbekistan, con l’efficienza nell’uso dell’acqua (traguardo 6.4).

I dati globali su acqua potabile, servizi igienici e igiene

Il quadro statistico di riferimento e’ quello del Programma congiunto di monitoraggio dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (OMS) e del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) per l’approvvigionamento idrico, i servizi igienico-sanitari e l’igiene (Joint Monitoring Programme, JMP). Il rapporto Progress on household drinking water, sanitation and hygiene 2000-2024, diffuso il 26 agosto 2025 con un focus sulle disuguaglianze, indica che 2,1 miliardi di persone, una su quattro, non dispongono di acqua potabile gestita in modo sicuro, e che 106 milioni attingono direttamente da acque superficiali non trattate.

Sul fronte igienico-sanitario, 3,4 miliardi di persone non dispongono di servizi gestiti in modo sicuro e 354 milioni praticano la defecazione all’aperto; 1,7 miliardi non hanno servizi di igiene di base in casa, dei quali 611 milioni senza alcuna struttura. Nei Paesi meno sviluppati la probabilita’ di non disporre di servizi di base e’ piu’ che doppia rispetto agli altri Paesi e nei contesti fragili la copertura dell’acqua potabile gestita in modo sicuro e’ inferiore di 38 punti percentuali. Nelle aree rurali la copertura dell’acqua potabile gestita in modo sicuro e’ passata dal 50% al 60% fra il 2015 e il 2024 e quella dell’igiene di base dal 52% al 71%, mentre nelle aree urbane i due indicatori risultano stagnanti. Nella maggior parte dei Paesi con dati disponibili la raccolta dell’acqua ricade in prevalenza su donne e ragazze, con impieghi superiori a trenta minuti al giorno in molte aree dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale.

La situazione dell’Unione europea

Il 3 giugno 2026 Eurostat ha pubblicato il monitoraggio annuale dei progressi dell’Unione europea verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, condotto su 102 indicatori. Nella valutazione di breve periodo l’Unione ha compiuto progressi significativi verso cinque obiettivi e progressi moderati verso altri nove, mentre risulta allontanarsi dai traguardi dell’Obiettivo 15 e dell’Obiettivo 6: nel caso dell’acqua, per effetto della scarsita’ idrica e del deterioramento della qualita’ delle acque.

Sul piano delle politiche, il 4 giugno 2025 la Commissione europea ha adottato la Strategia europea per la resilienza idrica, che raccoglie oltre trenta azioni e si accompagna a una raccomandazione sull’efficienza idrica. La raccomandazione fissa l’obiettivo di migliorare l’efficienza idrica nell’Unione di almeno il 10% entro il 2030 e invita gli Stati membri a definire propri obiettivi nazionali in base alle rispettive condizioni territoriali. Fra i dati richiamati dalla Commissione, i livelli nazionali di perdite di rete variano dall’8% al 57%.

La Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua del 2026

La Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua 2026 si terra’ dall’8 al 10 dicembre 2026 negli Emirati Arabi Uniti, co-organizzata dagli Emirati Arabi Uniti e dal Senegal, con l’obiettivo dichiarato di accelerare l’attuazione dell’Obiettivo 6 e rafforzare la governance globale dell’acqua.

Il 9 luglio 2025 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato i sei temi dei dialoghi interattivi della Conferenza, individuati nella decisione A/79/L.101 presentata da Senegal ed Emirati Arabi Uniti: acqua per le persone, acqua per la prosperita’, acqua per il pianeta, acqua per la cooperazione, acqua nei processi multilaterali e investimenti per l’acqua. Nella stessa sede il Senegal ha annunciato una riunione preparatoria di alto livello, tenutasi a Dakar il 26 e il 27 gennaio 2026. Le co-presidenze dei sei dialoghi, illustrate nell’evento del 7 luglio 2026, sono affidate a coppie di Stati fra cui Ghana e Svizzera, Egitto e Giappone, Francia e Sudafrica.

Prospettive

La revisione approfondita dell’Obiettivo 6 si e’ conclusa con il Forum politico di alto livello del luglio 2026 e il prossimo appuntamento negoziale e’ la Conferenza di dicembre negli Emirati Arabi Uniti, i cui dialoghi interattivi hanno temi e co-presidenze gia’ definiti. Restano da definire gli esiti operativi di quel percorso: la forma dell’assetto multilaterale per acqua e servizi igienico-sanitari dopo il 2030, che il rapporto di sintesi indica come necessario ma che non e’ ancora oggetto di un mandato negoziale, e, sul versante europeo, gli obiettivi nazionali di efficienza idrica, che la raccomandazione del 2025 lascia alla determinazione dei singoli Stati membri. Le rilevazioni successive del Programma congiunto di monitoraggio e di Eurostat forniranno i primi elementi per misurare l’effetto delle misure adottate.

In dialogo con l’Agenda 2030

  • Obiettivo 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari). E’ il traguardo direttamente in esame, dall’accesso all’acqua potabile alla gestione sostenibile della risorsa.
  • Obiettivo 3 (Salute e benessere). L’accesso ad acqua sicura, servizi igienici e igiene incide sul carico di malattia e sulla prevenzione.
  • Obiettivo 10 (Ridurre le disuguaglianze). I dati mostrano divari fra aree rurali e urbane, Paesi meno sviluppati e contesti fragili.
  • Obiettivo 11 (Citta’ e comunita’ sostenibili). Reti idriche, perdite e servizi urbani determinano la qualita’ dell’abitare.
  • Obiettivo 13 (Lotta contro il cambiamento climatico). Scarsita’ idrica e variabilita’ stagionale sono fra i principali fattori di pressione rilevati.

Fonti


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