Dopo quattordici anni, l’edizione 2012 dello Standard ISO/IEC 17024 è superata: la nuova edizione, pubblicata nel 2026 e recepita come UNI CEI EN ISO/IEC 17024 nell’aprile 2026, aggiorna struttura, terminologia e, per la prima volta, affronta l’uso dell’Intelligenza Artificiale nei processi di certificazione. Un passaggio decisivo proprio ora che nascono gli schemi per i profili professionali dell’IA.
Chi consegue una certificazione professionale accreditata, dal DPO all’auditor, fino ai nuovi profili dell’Intelligenza Artificiale, incontra lo Standard ISO/IEC 17024: la norma che, secondo il sommario del recepimento nazionale, «specifica i principi e i requisiti per un organismo che esegue la certificazione di persone e include lo sviluppo e il mantenimento di uno schema di certificazione di persone». La dizione tralatizia “certificazione di persone” non deve però trarre in inganno: oggetto della certificazione non è la persona in sé, bensì il possesso, verificato mediante valutazione, delle competenze professionali definite dallo schema. Riteniamo questa sia la sede opportuna per spiegare, con taglio pratico, come funziona questo impianto e cosa cambia con la nuova edizione, tenuto conto del rilievo che la certificazione accreditata delle competenze sta assumendo nell’ecosistema delle professioni non regolamentate.
L’architettura: schema, esame, imparzialità
La logica della norma è lineare. Al centro sta lo schema di certificazione: l’insieme dei requisiti di competenza riferiti a un determinato profilo, tratti da una norma tecnica, si pensi, in Italia, ai profili ICT e IA della serie UNI 11621 in congiunzione con la norma UNI 11506, e delle regole per valutarli: prerequisiti di accesso, modalità d’esame, criteri di superamento, mantenimento e rinnovo.
Attorno allo schema, la norma presidia tre garanzie. La competenza dell’organismo e dei suoi esaminatori, che devono padroneggiare la materia oggetto di valutazione. L’imparzialità: l’organismo non può, tra l’altro, certificare le competenze di candidati che esso stesso ha formato senza presidiare i conseguenti conflitti di interesse, e le decisioni di certificazione competono a chi non ha condotto l’esame. La validità e affidabilità degli esami: prove progettate per misurare effettivamente le competenze dichiarate, in modo equo e riproducibile.
Sopra tutto, l’accreditamento: l’ente nazionale, in Italia Accredia, verifica che l’organismo operi in conformità alla norma. È questo che distingue un certificato accreditato da un attestato di frequenza: nel primo caso, la competenza è verificata da un terzo indipendente, a sua volta verificato.
La nuova edizione: cosa cambia
L’edizione 2012 è stata sostituita dallo Standard ISO/IEC 17024:2026, il cui recepimento italiano, UNI CEI EN ISO/IEC 17024 (aprile 2026), è entrato a far parte del corpo normativo nazionale il 27 aprile 2026, in sostituzione della UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012. La pubblicazione delle nuove norme internazionali sui requisiti per gli organismi di ispezione e per gli organismi che certificano le competenze delle persone è stata annunciata anche dall’European co-operation for Accreditation, la rete degli enti di accreditamento europei.
Sulla base delle informazioni pubbliche, le direttrici della revisione sono tre. La prima è l’ammodernamento strutturale e terminologico, con l’allineamento al vocabolario comune della serie ISO/IEC 17000 sulla valutazione della conformità. La seconda è il recepimento delle modalità d’esame mediate dalla tecnologia, dall’esame a distanza sorvegliato agli ambienti digitali di prova, che nel 2012 semplicemente non esistevano nelle forme odierne. La terza, e più significativa, è l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale: la nuova edizione introduce definizioni e requisiti espressi per gli organismi che impieghino sistemi di IA in fasi del processo di certificazione, come segnalato dai primi commenti specializzati. Ecco un passaggio di notevole valore sistemico: la norma che presidia la certificazione delle competenze professionali, incluse quelle dei professionisti dell’IA, disciplina essa stessa l’uso dell’IA da parte di chi valuta e certifica.
Perché arriva al momento giusto
La coincidenza temporale non potrebbe essere più significativa. Proprio nel 2026 sono maturati, in Italia e in Europa, gli schemi di certificazione delle nuove professioni dell’Intelligenza Artificiale: la norma UNI 11621-8:2026 sui dodici profili professionali dell’IA, con le regole di accreditamento dettate dalla Circolare Accredia DC n. 21/2026, e, sul versante europeo, lo standard sulle competenze degli eticisti dell’IA in via di pubblicazione. Tutti questi schemi vivono dentro la cornice dello Standard ISO/IEC 17024: la qualità degli esami, l’indipendenza degli esaminatori e la serietà del mantenimento delle certificazioni si giocano sui suoi requisiti.
Va segnalato, per completezza, un fisiologico profilo transitorio: gli atti applicativi emanati nella prima parte del 2026, ivi compresa la citata circolare, richiamano ancora l’edizione 2012, a fronte della quale gli organismi risultano accreditati; il passaggio degli accreditamenti alla nuova edizione seguirà le disposizioni di transizione che gli enti di accreditamento definiranno secondo la prassi internazionale. Per i professionisti già certificati non vi è, allo stato, alcun effetto immediato sui certificati in corso di validità.
Indicazioni pratiche
Per il professionista che valuti una certificazione: verificare sempre che lo schema sia accreditato, che l’organismo dichiari la norma di riferimento del profilo e che il mantenimento preveda aggiornamento effettivo; diffidare degli attestati privi di esame o di accreditamento. Per gli organismi di certificazione: avviare da subito la gap analysis tra l’edizione 2012 e la nuova, con particolare attenzione ai processi digitalizzati e all’eventuale impiego di strumenti di IA nella gestione degli esami, documentandone governance e controlli. Per le organizzazioni che richiedono personale certificato: aggiornare i riferimenti nei capitolati e nelle richieste di qualifica, specificando l’edizione della norma man mano che la transizione degli accreditamenti procede.
Conclusioni
La certificazione delle competenze professionali collega il sapere dichiarato a quello dimostrato: la nuova edizione dello Standard ISO/IEC 17024 aggiorna tale meccanismo mentre vi accedono le professioni più recenti, quelle dell’Intelligenza Artificiale. La serietà con cui gli organismi e gli enti di accreditamento gestiranno la transizione ne determinerà l’affidabilità.
Alla luce di quanto esposto, ci si domanda se il mercato della certificazione delle competenze saprà crescere in qualità oltre che in volume, con schemi ed esami che non si riducano al rilascio di attestati formali e che mantengano la promessa su cui l’impianto si regge: che dietro un certificato accreditato vi sia sempre una competenza reale.
