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Minori, schermi e benessere digitale: i dati europei del 2026

Il 16 giugno 2026 la Commissione europea ha diffuso i risultati di un’indagine svolta in tutta l’Unione europea sul tempo che i minori trascorrono online e sui suoi effetti sulla salute e sul benessere. La pubblicazione ha coinciso con l’ultima riunione del panel speciale sulla sicurezza dei minori online. Questo contributo raccoglie i dati principali e il seguito istituzionale.

L’indagine europea del 2026

L’indagine, condotta con lo strumento Eurobarometro (rilevazione n. 3686), rileva che in media i giovani nell’Unione europea trascorrono online 4 ore e mezza nei giorni di scuola e piu’ di 6 ore nei fine settimana. I risultati evidenziano il legame fra l’eta’ alla quale i giovani iniziano a usare i social media e il tempo totale trascorso online. La rilevazione ha raccolto sia le risposte degli adolescenti sia quelle dei genitori, con l’obiettivo di documentare l’impatto delle piattaforme digitali sulla salute mentale e fisica dei piu’ giovani. La protezione dei minori online e’ considerata una priorita’ elevata dal 92% degli europei secondo i dati raccolti dalla Commissione europea, e l’indagine del 2026 fornisce una base quantitativa a questa preoccupazione diffusa.

Gli effetti sulla salute segnalati dagli adolescenti

Secondo l’indagine, 9 adolescenti su 10 segnalano almeno un sintomo negativo legato al tempo trascorso davanti agli schermi, come occhi stanchi, mal di testa, difficolta’ di concentrazione o un’alimentazione poco sana. Quasi 1 adolescente su 3 riferisce di provare stress, tristezza o esclusione sociale a causa dei social media e il 45% dichiara di paragonarsi agli altri sulle piattaforme. Circa il 25% si e’ imbattuto in contenuti problematici online, tra cui l’incitamento all’odio, mentre il 40% chiede un migliore accesso al sostegno per la salute mentale.

La percezione dei genitori

Anche il punto di vista dei genitori conferma la preoccupazione. Oltre il 50% afferma che il tempo trascorso online ha un impatto negativo sulla vita dei figli e il 36% ritiene che i social media danneggino il loro benessere mentale. Il 54% dei genitori si dichiara favorevole a ulteriori limiti di eta’ o restrizioni all’uso dei social media. Il confronto fra le risposte degli adolescenti e quelle degli adulti restituisce un quadro convergente sulla necessita’ di interventi.

Il significato dei dati

Il confronto fra le due prospettive restituisce un quadro coerente. Sul piano fisico emergono sintomi come l’affaticamento visivo e il mal di testa; sul piano psicologico ricorrono lo stress, il confronto con gli altri e il senso di esclusione. La richiesta di un migliore accesso al sostegno per la salute mentale, avanzata dal 40% degli adolescenti, indica che il tema non riguarda soltanto la limitazione del tempo online ma anche la disponibilita’ di servizi di supporto. I dati dell’indagine non stabiliscono un rapporto di causa ed effetto univoco, ma documentano una correlazione fra l’uso intenso delle piattaforme e una serie di indicatori di malessere, e collegano l’eta’ di primo accesso ai social media al tempo complessivo trascorso online.

La dimensione della salute mentale occupa uno spazio rilevante nei risultati. La richiesta di un migliore accesso al sostegno psicologico sposta l’attenzione dalla sola gestione del tempo di esposizione alla disponibilita’ di servizi dedicati e alla qualita’ dell’esperienza online. Proteggere i minori online e sostenere la loro salute mentale sono indicati dalla Commissione europea come priorita’ assolute, in un quadro in cui l’Unione dispone gia’ di regole per la protezione dei minori e sta intensificando gli sforzi in risposta ai rischi crescenti e alle preoccupazioni sull’impatto delle piattaforme digitali. La lettura dei dati insieme alle misure gia’ in campo evita di ridurre il fenomeno a una questione di solo tempo trascorso davanti agli schermi.

Il panel speciale della Commissione europea

Nel 2026 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha istituito un panel speciale di esperti con il compito di aiutare a definire un approccio europeo pratico per la sicurezza dei minori online. Il panel ha riunito rappresentanti dei giovani e specialisti di vari settori, tra cui la salute, le neuroscienze, la psicologia, le scienze informatiche, i diritti dei minori e l’alfabetizzazione digitale. I partecipanti hanno esaminato i rischi e i benefici dell’uso dei social media, le misure gia’ esistenti per proteggere i minori nell’Unione europea e nel resto del mondo e le modalita’ per rafforzarle. Tra i temi discussi figura la responsabilizzazione dei prestatori di assistenza per il benessere online dei figli. Il 13 luglio 2026 i copresidenti del panel hanno presentato le loro raccomandazioni finali alla presidente.

Prospettive

Le raccomandazioni finali dei copresidenti del panel, presentate il 13 luglio 2026, si aggiungono al quadro normativo gia’ in vigore, che comprende il regolamento sui servizi digitali e la fase pilota del modello europeo di verifica dell’eta’. La Commissione ha inoltre annunciato la raccolta di pareri di esperti sulle possibili restrizioni di eta’ per l’accesso ai social media e un’indagine europea sugli effetti dei social media sulla salute mentale e sul benessere. Restano da definire il seguito operativo delle raccomandazioni e la misura in cui gli Stati membri e le piattaforme le recepiranno.

In dialogo con l’Agenda 2030

  • Obiettivo 3 (Salute e benessere). Tempo davanti agli schermi, salute mentale e sintomi fisici degli adolescenti sono al centro dell’indagine europea.
  • Obiettivo 4 (Istruzione di qualita’). La prevenzione passa dall’alfabetizzazione digitale e dall’uso consapevole degli strumenti online.
  • Obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide). Il panel della Commissione e il quadro dei servizi digitali definiscono le tutele istituzionali per i minori.

Fonti


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